La storia

“Mi hanno impedito di fare l’avvocato… adesso faccio l’imprenditore, partendo da cameriere”

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20 set 2016 - 06:20

CATANIA – “Mi sono battuto per il diritto di noi giovani a diventare avvocato senza pagare la scuola forense, ma adesso non posso più abilitarmi: l’ordine ha elevato tre provvedimenti disciplinari a mio carico, per questo ho deciso di andarmene dalla Sicilia”. Un cambiamento di vita “imposto dall’alto”, come dice il protagonista della nostra storia, che, dopo il conseguimento della laurea in legge, da Catania lo ha portato a Londra, dove è diventato un imprenditore di successo nell’ambito del “virtual reality”.

Dalle aule del tribunale, quindi, agli uffici delle agenzie immobiliari inglesi: è questa l’appassionante storia di Camillo Greco, un catanese di 28 anni, già noto ai nostri lettori perché il 5 maggio 2015, insieme con il consigliere del Comune di Acicatena Giuseppe Aleo, aveva avanzato una mozione d’interpello per il ministro della Giustizia che poco dopo ha dichiarato “in assenza del regolamento di cui all’articolo 43 della legge 247/2012, che non è stato ancora approvato, la frequenza obbligatoria dei corsi di formazione non sarà prevista dal bando quale condizione di accesso all’esame”.

Così, Camillo, racconta come ha deciso di ricominciare.

“La mia vita qui in Sicilia sembrava spacciata dopo i problemi sorti con l’ordine degli avvocati, ma ho deciso di non darmi per vinto: a Londra ho cominciato come tutti, facendo il cameriere… ben presto la mia vita sarebbe cambiata radicalmente“.

Si è rimboccato le maniche Camillo, prima lavorando nei locali e poi mettendo su la sua azienda “Etna Trade”. Inizialmente si occupava di “import-export” di cibo tipicamente siciliano da destinare ai tanti ristoranti italiani attivi nella capitale inglese… poi è arrivata l’ispirazione.

“Camminavo con dei miei amici lungo Regent Street - spiega Camillo -. Ad un certo punto, un po’ per gioco e un po’ per sfida, sono entrato dentro un’agenzia immobiliare famosa e con fare sicuro, ho venduto il mio primo servizio di virtual tour - continua -. Avevo da poco scoperto questa nuova tecnologia e non ne sapevo molto, soprattutto non avevo ancora la macchina fotografica, ma ho fatto in modo di riscuotere il pagamento prima e con quei soldi ho comprato gli strumenti: così è nata ‘Civico 3D’”.

In sostanza Camillo oggi, insieme con altri sette ragazzi che lavorano per il suo progetto, realizza virtual tour per le agenzie che vendono e affittano case… sfrutta la tecnologia per permettere al cliente di vedere l’appartamento come se fosse dentro, in 3d, anche se in realtà si tratta solo di una foto sul web. Forte dell’esiguità delle spese di gestione, Camillo è riuscito ad emergere sul mercato londinese perché ha creato un servizio competitivo economicamente.

“Solo nell’ultimo mese ho guadagnato tremilacinquecento pound, ma so che il mio è un business in continua evoluzione - dichiara -. Dovrò fare in modo di rimanere sempre al passo coi tempi, altrimenti si finisce per scomparire dal mercato. Inoltre mi piacerebbe trovare dei collaboratori anche a Palermo e Cosenza per ingrandire la mia azienda”.

Ha le idee chiare, molto chiare Camillo, che nel raccontarci la sua storia sembra avere completamente assorbito i gentili modi inglesi, senza abbandonare l’indole decisa.

“La mia terra mi manca, ma non sono affatto pentito di come sia andata la mia vita - afferma Camillo -. Sono convinto che l’istruzione, come il lavoro, sia un diritto di tutti, ma nel caso di noi avvocati qui a Catania, c’era un ostacolo vile cioè di natura economica, perciò bisognava intervenire - dice -. Io non ho sbraitato, ma ho fatto sentire la mia voce attraverso il ragionamento e non potrò mai pentirmi di questo - conclude -. Credo che sarei stato un buon penalista, ma adesso sono un imprenditore soddisfatto”.

Vittoria Marletta



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