Disagi

Messina a secco. “Commercianti all’arrembaggio, casse d’acqua a prezzi vertiginosi”

emergenza idricaMessina
29 ott 2015 - 14:21

MESSINA - Continua l’emergenza acqua per la città di Messina, rimasta completamente a secco dopo la rottura di una tubazione, all’altezza di Calatabiano,  in seguito alla frana avvenuta tra Giardini Naxos e Fiumefreddo, 

Sono solo cinque i quartieri della città dove ancora arriva l’acqua perché proveniente dalla sorgente “Santissima”. Il resto della città dovrebbe usufruire dell’acqua proveniente dalla sorgente di Fiumefreddo che, però, al momento è bloccata dalla frana. 

Con oggi siamo già al sesto giorno di assenza di acqua corrente nelle abitazioni e Maria Caruso, una cittadina messinese, ha dichiarato a NewSicilia:A casa mia non c’è acqua esattamente da sabato scorso, neanche un’ora al giorno per i serbatoi personali. Siamo proprio a secco! In questi giorni stiamo cercando quanto più è possibile di riempire bidoni dalle fontane o dalle autobotti, anche se queste sono a pagamento. Consideri comunque che il serbatoio di casa mia è ormai vuoto. Tra i principali problemi c’è il bucato, non possiamo lavarlo a mano e tanto meno usufruire della lavatrice perché consumeremmo una quantità di acqua allucinante.” 

Ma come vi lavate?

“Per la nostra igiene personale usiamo l’acqua dalle fontane, la riscaldiamo e cerchiamo di lavarci alla meno peggio. Il problema, in questo caso, si presenterà quando riapriranno gli uffici pubblici perché manca l’acqua nei servizi igienici. Siamo in una situazione di vero disagio, chi può prenderà delle ferie mentre gli altri sinceramente non so come faranno: ad esempio molte attività ristorative sono state costrette a chiudere temporaneamente. Ad approfittare della situazione ci sono anche i commercianti che hanno aumentato i prezzi, soprattutto delle casse d’acqua .

La Protezione Civile e la Polizia Municipale si sono messe a disposizione dei cittadini e delle loro esigenze: ha avuto modo di vedere se sono intervenuti?

Io fino ad ora non ho visto nessuno a parte un camion della forestale. Stamattina era prevista anche una protesta davanti il comune ma io ho preferito non partecipare per rifornirmi d’acqua alla fontana. In tutto ciò si è aggiunta anche un’altra emergenza che è quella della raccolta della spazzatura“.   

Stamattina si è svolto anche un sit-in dove hanno partecipato tre consiglieri comunali e il presidente dell’Avam, che si occupa dell’erogazione idrica, durante il quale è stato annunciato l’inserimento di un bypass all’altezza del comune di Ali Terme dove si incontrano le tubature della fonte di Fiumefreddo e usufruire della sorgente di Alcantara. 

Contemporaneamente all’inserimento, continueranno i lavori di ripristino della tubazione vicino Catalabiano; così i residenti della città di Messina resteranno altri tredici giorni senz’acqua, motivo per cui il segretario generale della Cisl, Tonino Genovese, ha lanciato un appello all’amministrazione: “Le famiglie sono disperate, l’economia è messa in ginocchio a causa della mancata programmazione e dell’attuale incapacità a trovare soluzioni immediate per il ripristino dei minimi vitali. La Cisl ha evidenziato come a pagare un prezzo altissimo di questa emergenza siano le famiglie, le attività produttive e il lavoro. Uffici e scuole chiusi, esercizi commerciali impossibilitati a tenere aperte le saracinesche,  piuttosto che effettuare voli pindarici è tempo di occuparsi concretamente dei bisogni primari della comunità: acqua, rifiuti, assistenza sociale e lavoro. Auspico – conclude Genovese – che questa gravissima emergenza sociale possa rappresentare un punto di svolta per la città di Messina, per i cittadini messinesi che non possono e non devono più sopportare supinamente la loro mortificazione.”

Commenti

commenti

Francesca Guglielmino



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento