Salute

Meningite: numeri in aumento. Vaccino unica contromisura

medico-ambulatorio
13 ago 2016 - 05:06

CATANIA – Non siamo ancora di fronte a una vera e propria emergenza, ma i numeri cominciano a crescere. E a preoccupare. Parliamo dei casi di meningite registrati negli ultimi mesi in Sicilia e nelle altre regioni d’Italia.

Sono attualmente quattro i casi di contagio certificati sull’Isola. Le ultime due ad aver contratto il batterio sono una donna di Niscemi, già guarita, e la figlia neonata, venuta alla luce prematuramente il mese scorso e attualmente posta sotto stretta osservazione medica. Sarebbe stata la madre a trasmetterle il batterio che, stando a quanto dichiarato dalla stessa donna, avrebbe contratto mangiando alcuni latticini. Inizialmente si era diffusa la voce che le due fossero state ricoverate all’ospedale Garibaldi. Ma ieri è giunta la smentita direttamente dalla struttura ospedaliera catanese.

Prima di loro, tra Giugno e Luglio, altri due casi si erano verificati a Palermo. Anche qui sono state due giovani donne a essere contagiate, una cameriera di 22 anni, risvegliatasi da poco dal coma all’ospedale Civico di Palermo, e una studentessa di 23, deceduta a causa di una meningite batterica fulminante nel Policlinico del capoluogo siciliano. La stessa patologia che ha causato il decesso della giovane romana morta a Vienna durante il viaggio di ritorno dalla Giornata mondiale della Gioventù a Cracovia.

Anche a Milano è stato registrato nei primi giorni di Agosto un caso di meningite: un rappresentate di commercio di 45 anni è attualmente ricoverato in coma nel Policlinico della città meneghina. Senza dimenticare il caso di una ragazza di 22 anni di Firenze ricoverata in questi giorni, al rientro da un soggiorno a Palermo, nel reparto di malattie infettive dell’ospedale fiorentino di Santa Maria Annunziata.

Sono già 5 i decessi verificatisi dall’inizio del 2016 (su 19 malati), contro i 2 (su 31) dell’intero 2015 e i 6 (su 34) del 2014 (*).

L’aumento dei casi registrati è dovuto principalmente a un abbassamento della copertura vaccinale. Il calo del numero delle vaccinazioni contro la meningite ha permesso al batterio di diffondersi più facilmente. La contromisura più efficace rimane, quindi, la vaccinazione a tappeto, suggerita dall’assessorato che garantisce la mancanza di controindicazioni a seguito della somministrazione del siero.

Numeri che, comunque, hanno spinto Lombardia, Toscana e Sicilia a promuovere il vaccino tetravalente gratuito.

In Sicilia la vaccinazione gratuita contro il meningococco è garantita per la fascia di popolazione più a rischio, vale a dire per i giovani di età compresa tra i 12 e i 30 anni.

I dati diffusi dall’Asp di Palermo parlano di oltre 2.264 persone vaccinate nei 19 centri di vaccinazione del capoluogo, per una media di circa 300 vaccinazioni al giorno, durante la sola prima settimana di somministrazione del vaccino gratuito al target ampliato. Ad oggi le persone vaccinate nella sola Palermo sarebbero già oltre 5mila. Anche a Catania la richiesta del vaccino è elevata: si sarebbero già abbondantemente superate le mille unità di vaccini iniettati.

Per accedere al vaccino meningococcico coniugato del gruppo A, C, W135 e Y gratuito basta recarsi in uno degli ambulatori per la vaccinazione presenti sul territorio siciliano presentando la tessera sanitaria e un documento di riconoscimento. Non è necessaria nessuna prenotazione o prescrizione medica. Il vaccino è a disposizione anche di coloro che non rientrano nella fascia a rischio tutelata gratuitamente dalla Regione: basterà loro versare un contributo di circa 46 euro. Inoltre, il vaccino può essere anche ordinato nella propria farmacia di riferimento, previa esibizione della ricetta medica, e somministrato da un medico di base. In quel caso, però, il prezzo lievita a 96 euro.

Si ricorda che il batterio del meningococco si diffonde per via aerea e attraverso le secrezioni: occorre, per tali motivi, evitare contatti troppo ravvicinati, lavarsi le mani con cura e non condividere stoviglie, bevande e cibi.

La prassi medica prevede che, anche solo in caso di sospetto di probabile meningite, il malato venga ricoverato in ospedale e sottoposto a un isolamento respiratorio che può durare dalle 24 alle 48 ore dall’inizio della terapia antibiotica. Se la presenza del virus è confermata, tutti coloro che sono venuti a stretto contatto con il malato, almeno dieci giorni prima del ricovero, vengono sottoposti a terapia antibiotica. La profilassi antibiotica non è necessaria per quanti hanno avuto col paziente solo contatti occasionali o indiretti.

(*) Fonte: milano.corriere.it

Aurora Circià



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