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Maxi-truffa a Palermo: piloti e aerei antincendio fantasma. Sequestro di oltre 12 milioni

Canadair incendio
27 giu 2015 - 07:53

PALERMO - Una complessa e minuziosa indagine che ha consentito di svelare una truffa colossale ai danni dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente.

Gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo stanno eseguendo, su tutto il territorio nazionale, una vasta serie di sequestri nei confronti degli amministratori pro tempore delle società Heliwest s.r.l., Elifriulia s.r.l., Elitellina s.r.l. ed Elimediterranea s.p.a..

I soggetti sono responsabili di truffa aggravata a danno dello Stato, falsità in atto pubblico, turbata libertà degli incanti, inadempimenti di contratti di pubbliche forniture.

Le indagini – svolte dalle Fiamme Gialle con il contributo del Corpo Forestale della Regione Siciliana, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo dal Procuratore Capo Francesco Lo Voi, dal Procuratore aggiunto Leonardo Agueci e del sostituto Maria Forti – hanno evidenziato l’aggiudicazione fraudolenta dell’appalto da parte delle 4 società incriminate, per la gestione di servizi antincendio.

Le società – riunitesi in un’Associazione Temporanea di Imprese (A.T.I.) – hanno attestato di avere la disponibilità di personale di volo e tecnico in realtà inesistente e dichiarato di poter effettivamente impiegare due elicotteri bimotore che, invece, erano già impegnati in altri servizi in altre Regioni italiane.

Tutto ciò per aggiudicarsi facilmente la gara e aggirare i requisiti particolarmente stringenti contenuti nel bando.

In questo modo, l’A.T.I. si era assicurata un appalto milionario, totalmente a carico delle casse regionali. Ma non è tutto.

La truffa si è consumata con una serie di inadempimenti derivanti dalla mancata disponibilità dei mezzi “promessi” e con la “necessaria” falsificazione della rendicontazione dei turni di servizio svolti dal personale.

In particolare, figuravano addetti al servizio antincendio nelle nove basi dislocate in Sicilia che, in realtà, fruivano di turni di riposo in altre regioni italiane, con la conseguenza che il dispositivo di intervento veniva, di fatto, occultamente assicurato dai pochi tecnici e piloti realmente presenti, costretti perciò a garantire più ore di lavoro di quelle dovute, in totale dispregio delle disposizioni emanate dall’ENAC in materia di “limiti di volo”.

A ciò si aggiunga la mancata effettuazione delle manutenzioni giornaliere dei velivoli che, in più occasioni, non sono stati nelle condizioni di alzarsi in volo e intervenire.

Per scongiurare le pesanti sanzioni derivanti dalla carenza del servizio, gli indagati si sono resi responsabili di ulteriori gravi comportamenti fraudolenti culminati, in caso di richiesta di intervento, nella simulazione di improvvise avarie che avrebbero costretto gli aeromobili, prontamente levatisi in volo, a rientrare alla base. Tutto ciò “in barba” all’integrità del patrimonio boschivo siciliano.

Il Gip di Palermo ha emesso, su richiesta della locale Procura della Repubblica, un’ordinanza di sequestro preventivo per equivalente nei confronti delle quattro società costituenti l’A.T.I. e dei relativi rappresentanti legali, finalizzata a colpire i beni nella loro disponibilità per un valore pari a 12.519.000 di euro.

Sequestrati l’intero capitale sociale, gli immobili le attrezzature aziendali ed alcuni aeromobili delle società coinvolte nonché le somme, in corso di quantificazione, depositate sui numerosi conti correnti nella disponibilità degli indagati e delle società stesse.

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Marco Bua



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