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Maxi sequestro per mafia, sottratti beni per 550 mila euro a imprenditore plurindagato

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15 nov 2016 - 07:03

AGRIGENTO - Beni per un valore di oltre 550 mila euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento a un imprenditore, Salvatore Collura Vitale di 64 anni, originario di Castronovo di Sicilia, allo stato detenuto per associazione mafiosa al carcere di Reggio Calabria.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, presieduto da Giacomo Montalbano, “sulla base delle risultanze delle indagini bancarie e patrimoniali espletate dalla Dia. agrigentina, d’intesa con il Procuratore Aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del ‘Gruppo Misure di Prevenzione’, della Dda di Palermo”.

Nel 2002, Collura, indagato per associazione di tipo mafioso, è stato arrestato dalla Dia, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma nell’ambito dell’operazione “Cobra”.

“Da quella attività investigativa era emerso l’elevato grado di partecipazione raggiunto da Collura – dicono gli inquirenti – nell’ambito della criminalità organizzata di tipo mafioso, in quanto lo stesso aveva avuto cointeressenze non solo con i sodalizi criminosi operanti nelle province di Agrigento, Palermo, Catania e Roma, ma anche con quelli del nisseno, come il clan Madonia di Gela”.

Nel 2011, Collura è stato anche indagato nell’ambito dell’indagine antimafia denominata “Kamarat”, nel quale era stato emesso un provvedimento restrittivo dal Tribunale di Palermo. In quel contesto, il Giudice per le Indagini Preliminari aveva rigettato la richiesta di emissione del provvedimento in capo a Collura, per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza.

“Pur tuttavia, per questi fatti Collura con sentenza del 22 maggio 2014 della Corte di Assise d’Appello di Palermo, è stato condannato ad otto anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa”. Il sequestro riguarda due fabbricati, quota parte di 26 terreni, un’impresa individuale agricola e il relativo compendio dei beni aziendali, nonché numerosi rapporti finanziari (conti correnti bancari, conti deposito titoli, buoni postali, carte di credito), per un valore di oltre 550.000 euro.

Redazione NewSicilia



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