Dichiarazioni

Maniaci contro tutti: “Stanno gettando fango su di me per far chiudere Telejato”

maniaci
7 mag 2016 - 18:24

PALERMO – Stanco delle accuse, Pino Maniaci, attacca tutti: “Quello che sta accadendo è solo un’operazione per gettare fango su di me e far chiudere Telejato”.

Amareggiato e accusato di estorsione, Maniaci, dopo aver risposto per circa due ore alle domande del Gip, decide di vomitare parole senza sosta, nello studio dei suoi legali, esausto e disgustato per “essere stato coinvolto in un’operazione antimafia e indagato insieme a dieci persone che con me non c’entrano nulla. Sono finito accanto a boss pezzi di m…, che ho sempre accusato”.

Secondo Maniaci l’obiettivo di chi lo accusa è chiaro: arrivare alla chiusura della sua emittente televisiva.

Tutto ciò per “delle denunce contro la Saguto e la sua gestione della sezione misure di prevenzione del tribunale. Basta leggere le intercettazioni per capirlo: era lei a sollecitare che si indagasse su di me”.

Maniaci si scaglia anche contro i magistrati e le accuse ricevute da quest’ultimi: “I 466 euro ricevuti dal sindaco di Borgetto sono soldi che il comune doveva a Telejato per la messa in onda di una pubblicità. Spot che la moglie del primo cittadino aveva commissionato anche ad altre emittenti”.

E ancora: “La procura non ha neppure acquisito le videocassette dei nostri Tg per verificare questo presunto cambio di linea di cui sono accusato”.

Diverse le intercettazioni che vedono protagonista il direttore di Telejato. Una di queste riguarderebbe una telefonata in cui Pino informa una donna dell’uccisione dei suoi cani. Dalla telefonata sembrerebbe che Maniaci fosse a conoscenza degli autori dell’uccisione dei suoi animali domestici. 

“Quando dicevo che ad uccidere i miei cani era stata una persona, lo facevo solo per un tornaconto personale, perché questa persona era il marito di una donna con cui volevo vantarmi, ma non so chi abbia ammazzato i miei animali. La denuncia, infatti, era contro ignoti”.

Intanto, i legali, comunicano che una vera e propria battaglia, contro tutti, è appena iniziata: Pino Maniaci è stato crocifisso mediaticamente e costretto al silenzio. Lo sproporzionato provvedimento cautelare adottato nei suoi confronti, infatti, ha avuto l’effetto di imbavagliarlo”, ha detto Antonio Ingroia.

“Innanzitutto abbiamo chiesto al gip di attenuare il divieto di dimora e di sostituirlo con il divieto di incontro con le presunte vittime dell’estorsione. Inoltre, denunceremo il sindaco di Borgetto e il suo addetto stampa per calunnia. Sulle loro dichiarazioni si fondano le accuse nei confronti di Maniaci. E partirà anche una denuncia per il video diffuso in questi giorni, perché contiene intercettazioni che non hanno alcun rilievo penale, inseriti solo per sporcare l’immagine di Maniaci. La procura di Palermo deve chiedere ai carabinieri perché sono state inserite”.

Bartolo Parrino, avvocato di Maniaci, spiega come “non può la procura di Palermo chiedere una misura cautelare nei confronti di un giornalista impegnato nella lotta alla mafia, a fronte di colleghi magistrati, avvocati e amministratori giudiziari accusati di corruzione che restano liberi”.

Il legale fa riferimento al giudice Silvana Saguto, indagata per corruzione. Le indagini, però, sono condotte da due procure diverse. Su Maniaci indaga Palermo, su Saguto indaga Caltanissetta.

“Pensate – ha proseguito – tra Maniaci e Saguto chi ha più potere di inquinare le prove. Non può una procura come quella di Caltanissetta allinearsi in questo modo con la procura di Palermo”.

Infine, il sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca, uno degli accusatori di Maniaci, ha dichiarato: “Come amministratore non ho mai dimostrato alcun tentennamento nei confronti di chicchessia, né tantomeno nei confronti del signor Giuseppe Maniaci il quale è stato denunciato quando ha tentato di offendere l’onorabilità degli amministratori e del consiglio comunale tutto”.

“Ritengo poco comprensibile e strumentale lo sciacallaggio che alcuni esponenti dell’opposizione vorrebbero fare della vicenda, visto che nessun interesse del Comune è stato minimamente intaccato – aggiunge -. Dal punto di vista personale ho vissuto con sofferenze e patos gli attacchi quotidiani alla mia persona e vivo ancora oggi con amarezza il tentativo di destabilizzare la politica della mia comunità da parte di chi non avendo mai offerto soluzioni alle molteplici difficoltà che attanagliano il comune, sfruttano tale vicenda tentando di darne una lettura politica che di fatto di politico non ha nulla”.

Le denunce arriveranno anche per il portavoce del primo cittadino, Giuseppe Panettino. Quest’ultimo dichiara: “Ho appreso dell’intenzione di presentare una denuncia. Devo chiarire che in ordine alla nota vicenda sono stato sentito a seguito di alcune intercettazioni e per le quali non ho fatto altro che rispondere con assoluta verità. Nulla di più nulla di meno. Sono sereno. Ripongo come sempre piena fiducia nella giustizia”.

Contro Maniaci arriva anche il presidente della Corte dei Conti, Luciana Savagnone, che così si è espressa: “Durante la conferenza stampa di ieri, il signor Pino Maniaci ha ripetuto le accuse già rivolte nei miei confronti a mezzo del sito internet dell’emittente Telejato in un articolo firmato da Salvo Vitale, sostenendo che io mi sarei adoperata per l’assunzione del giornalista Alessandro Amato, mio genero, presso l’emittente TRM. Ciò sarei riuscita ad ottenere attraverso l’ausilio della dottoressa Silvana Saguto e del dottor Walter Virga, ex amministratore giudiziario dell’emittente”.

E ancora: “In proposito, preciso che né ho mai avuto alcuna frequentazione con la dott.ssa Saguto, né la conosco personalmente. Identica cosa vale per il dottor Walter Virga. Nel testo dell’articolo si legge anche che io sarei stata denunciata presso il vertice della Corte dei conti. Tale informazione è falsa, non risultando a mio carico alcuna denuncia né, tanto meno, è stato avviato alcun procedimento”.

“Procederò dinanzi all’autorità giudiziaria – conclude la presidente – per la tutela della mia immagine, che ritengo lesa dalle false accuse riportate nell’articolo e ribadite nella conferenza stampa”.

Rossana Nicolosi



© RIPRODUZIONE RISERVATA