Maternità

Mamme over 35, rischi di una gravidanza tardiva

mamme over 35
15 set 2017 - 06:01

CATANIA – Diventare mamma a 35 o 40 anni e, in alcuni casi, anche di più? Oggi si può fare, anzi è un passaggio che molte mamme italiane attraversano sempre più spesso, stabilendo il primato europeo di donne che, in media, hanno il primo figlio dopo i 30 anni.

In molti casi la gravidanza arriva a termine senza particolari problemi, ma non si può darlo per scontato! Chi cerca un figlio dopo i 35 anni dovrebbe sapere, infatti, che con l’avanzare dell’età materna aumentano i rischi di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche del feto, oltre a dare il via a quella che dai ginecologici viene definita gravidanza a rischio. Inoltre, il sistema cardio-circolatorio deve lavorare sotto sforzo e, naturalmente, più è alta l’età, più tutto ciò risulterà faticoso per la mamma.

Ma quali sono, davvero, rischi e complicazioni a cui si può andare incontro se si comincia a cercare la cicogna intorno a 40 anni? Vediamo insieme i principali:

1. La diminuzione della fertilità. La riduzione progressiva del numero di ovociti disponibili, e della loro qualità, comincia dopo i 30 anni, ma diventa via via più significativa dopo i 35 e in particolare dopo i 40.

2. Rischio maggiore di aborti spontanei. Nelle prime settimane di gravidanza l’aborto spontaneo è un fatto piuttosto frequente in generale. L’età della mamma, però, è una componente importante di questo rischio che aumenta in modo significativo via via che gli anni passano: in un documento rilasciato dall’American College of Obstetricians and Gynecologists, infatti, l’aborto spontaneo interessa il 9-17% delle gravidanze per le donne tra i 20 e i 30 anni, il 20% intorno ai 35 anni, il 40% per le quarantenni e l’80% sopra i 45 anni.

3. Rischio di anomalie cromosomiche. Insieme all’età della mamma cresce anche la possibilità che un eventuale bimbo sia affetto da anomalie cromosomiche. In caso di gravidanza, per saperne di più sul proprio rischio individuale di avere un bambino con anomalie cromosomiche, si può effettuare l’analisi del DNA fetale da sangue materno o affidarsi a tecniche invasive, come amniocentesi che comporta però un minimo rischio di perdita fetale.

4. Altri rischi: parto prematuro, riduzione della crescita fetale, di basso peso alla nascita (specialmente per mamme sopra i 45 anni), di distacco di placenta e anche di morte in utero due volte più alto per mamme sopra i 45 anni che per mamme sotto i 35: uno studio condotto negli Stati Uniti con un campione di oltre 8 milioni di donne incinte di età variabile ha mostrato che il rischio di morte utero passa da 4 casi ogni 1.000 per le mamme più giovani a 5 casi ogni 1.000 per la fascia d’età 35-44, fino a 10 casi ogni 1.000 per le mamme sopra i 45 anni.

Commenti

commenti

Serena Surdo



© RIPRODUZIONE RISERVATA