Estorsione

“Lui è un mafioso!”: Pino Maniaci nei guai, altro divieto di dimora

Pino Maniaci
6 giu 2016 - 18:17

PALERMO - Pino Maniaci: un uomo sempre più nei guai.

Per il direttore di Telejato arriva un’altra doccia fredda direttamente dal tribunale del Riesame, che ha accolto l’appello della Procura: divieto di dimora nelle province di Trapani e Palermo.

Si aggrava quindi la posizione di Maniaci, l’uomo simbolo della lotta alla mafia: se il gip aveva ritenuto insussistente l’appello per l’estorsione all’ex assessore di Borgetto Gioacchino Polizzi, il tribunale ha invece accolto l’appello dei pm. Il provvedimento però potrebbe non essere esecutivo nel caso in cui gli avvocati dell’indagato facciano ricorso alla Cassazione. A quel punto, il divieto di dimora scatterebbe soltanto con il consenso della Suprema Corte e pertanto, Pino Maniaci può restare in quel di Partinico.

“…Tu con Telejato mi ci hai fatto convivere, mi ci hai fatto fare le magliettine. Mi hai fatto dare la casa gratis, appena lui si permette a fare, tu glielo puoi dire, io vi distruggo a te e a lui pure e poi glielo dico io chi è che ha i parenti mafiosi (…) Ma lui vuole consumare a me? Io non ne ho rapporti con queste persone, lui faceva le estorsioni… ha voluto duemila euro di magliettine gratis e ha voluto tre mesi di casa in affitto che l’ho pagata di tasca mia… vacci da Pino Maniaci… succede la terza guerra mondiale… lui è mafioso, lui ha fatto estorsioni nei miei confronti… io lo denuncio prendo cento avvocati… questo imbroglione che mi discute di legalità… perché non le pagava le cose?”: questo lo sfogo dell’ex assessore Polizzi con il sindaco di Borgetto Giuseppe Davì (nel 2013).

I pm accusano infatti Maniaci di aver fatto acquistare uno stock di magliette all’ex assessore in cambio di una “linea soft” della sua televisione in merito alle attività delle amministrazioni comunali: duemila euro per la sponsorizzazione e 3 mesi di affitto della casa del giornalista per far sparire le critiche dai servizi del telegiornale.

Già un mese fa, per Pino Maniaci venne disposta la misura del divieto di dimora, soltanto però per estorsioni ai sindaci di Partinico e Borgetto. Secondo l’accusa il direttore di Telejato avrebbe ricevuto somme di denaro cospicue e agevolazioni dai sindaci per evitare commenti polemici sull’operato delle amministrazioni. Successivamente però, un errore nella notifica dell’udienza aveva reso la misura inefficace.

Redazione NewSicilia



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