Provvedimento

Mafia: sequestrati beni per 500 mila euro ad esponente cosca Porta Nuova

FOTO DEL SEQUESTRO (1)
17 giu 2016 - 11:57

PALERMO - Un’attività svolta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo e dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Palermo ha consentito l’emissione da parte del Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, del provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di circa 500 mila euro a carico di Giuseppe Di Marco, palermitano di 51 anni, arrestato già nell’ambito dell’operazione denominata “Pedro”.

Le indagini patrimoniali sono consequenziali al blitz del 2012, che aveva consentito di trarre in arresto numerosi personaggi facenti parte della famiglia mafiosa di Palermo Porta Nuova.

Nell’ambito di tale operazione Di Marco è stato arrestato dai Carabinieri per avere fatto parte, in concorso ed unitamente ad altre persone dell’associazione mafiosa denominata Cosa Nostra, in particolare per avere stabilmente messo a disposizione del sodalizio il suo esercizio commerciale in via Palmerino, al cui interno avevano luogo numerose riunioni fra gli affiliati volte alla gestione dell’organizzazione medesima, provvedendo in prima persona ad organizzare i detti incontri ed attivandosi affinché le dette riunioni non venissero disturbate da terzi non graditi.

Per questo Giuseppe Di Marco è stato condannato ad anni 6 di reclusione.

Nella Sentenza viene messo in evidenza come lo stesso era inserito nel contesto sociale e relazionale del suo quartiere, era amico personale e di infanzia di Nicola Milano e, per il suo tramite, conosceva diversi uomini d’onore della sua zona nella assoluta consapevolezza del loro inserimento in cosa nostra.

Anche l’apporto fornito dal collaboratore Antonino Zarcone conferma il ruolo ricoperto dal Di Marco che, consapevole della natura mafiosa degli incontri da lui organizzati, ha chiara e ferma volontà di fornire un contributo, sia pure non continuativo, ma certamente funzionale alla realizzazione degli interessi mafiosi del soggetto favorito, il Milano, ed, attraverso di lui dell’intero sodalizio.

La complessa attività investigativa patrimoniale, svolta attraverso minuziosi accertamenti patrimoniali sui beni ritenuti riconducibili al predetto, ha consentito di individuare e sequestrare, un patrimonio illecitamente accumulato, del valore di circa 500 mila euro, costituito dai seguenti beni: un appartamento, un’abitazione in villa bifamiliare ad Altavilla Milicia e 3 rapporti bancari.

Redazione NewSicilia



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