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Mafia e rifiuti in Sicilia: 14 arresti, nel mirino funzionari pubblici. Confiscate 6 imprese

BLITZ CARABINIERI
15 mar 2017 - 06:59

CATANIA - Dalle prime ore del mattino, i carabinieri del Comando Provinciale di Catania e del Nucleo Operativo Ecologico stanno eseguendo su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia, un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale etneo nei confronti di 14 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, estorsione e rapina, commessi con il metodo mafioso, usura, corruzione, falso in atto pubblico e traffico di influenze illecite.

Con lo stesso provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 6 imprese e dei rispettivi beni aziendali il cui valore complessivo è stimabile in almeno 50 milioni di euro, eseguito da personale del G.I.C.O. della Guardia di Finanza.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno consentito di far emergere le condotte criminali poste in essere nel settore del traffico dei rifiuti da due imprenditori locali, padre e figlio, soggetti peraltro appartenenti a “cosa nostra” catanese legati direttamente ad un boss per il quale agivano anche quali prestanome, con la conseguente realizzazione di enormi guadagni derivanti dalla gestione e dal trattamento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale, anche grazie alla connivenza di pubblici funzionari della Regione Sicilia deputati al rilascio delle autorizzazioni.

I particolari dell’operazione saranno illustrati dal Procuratore della Repubblica di Catania, dott. Carmelo Zuccaro, nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10,30 presso la saletta della Procura della Repubblica, sita a Catania in viale XX Settembre.

 

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Redazione NewSicilia



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