La denuncia

“Mafia”, ecco il nostro marchio di fabbrica che spopola all’estero

coldiretti
10 mar 2016 - 11:31

CATANIA - Le nostre arance no e neanche i nostri pomodori men che meno i nostri mandarini. Ma la mafia si, quella si che tutti la conoscono. “Tu siciliano?”“tu mafioso. Corleone, Il Padrino”… 

Chissà quante volte avrete sentito risuonare queste parole nell’esatto istante in cui affermavate di essere italiani o meglio ancora siciliani. La mafia c’è, è un dato di fatto, ma se diventa il nostro marchio di fabbrica e non si fa nulla per invertire la tendenza allora dobbiamo temerla più che mai.

Ecco cosa spopola all’estero:

Vuoi un caffè? La casa ti propone il “Mafiozzo” bulgaro. Preferisci uno snack? Arriva subito il “Chilli Mafia” della Gran Bretagna. Desideri sorseggiare del vino? Per te quello della Napa Valley “Il Padrino”. Ma ci sono anche le spezie “Palermo Mafia shooting” della Germania e il sugo piccante rosso sangue ‘Wicked Cosa Nostra’ del Missouri…

Insomma quanto al marchio mafia abbiamo un primato indiscusso ma sicuramente non è e non può essere motivo di vanto. Spopolano anche i ristoranti e le pizzerie “Cosa Nostra” e “Mafia” e su internet si può acquistare il libro di ricette “The mafia cookbook” oppure comprare caramelle su un portale e ricevere i consigli di mamamafiosa con sottofondo musicale a tema.

È la criminalità a farci spopolare nel mondo, non i nostri prodotti e neanche le nostre bellezze architettoniche e paesaggistiche. Un business vergognoso costruito intorno ai più efferati delitti che hanno segnato parte della storia della Sicilia. 

Giorgia Mosca



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