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Mafia: colpiti i mandamenti di Trabia e San Mauro Castelverde, 33 in manette. VIDEO

carabinieriiii
31 mag 2016 - 07:08

PALERMO -  Gli schemi e gli organigrammi mafiosi della zona orientale della provincia di Palermo sono stati ricostruiti e smantellati dai carabinieri, che nel corso dell’operazione Black cat, hanno arrestato 33 persone.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Palermo Fabrizio Molinari, su richiesta della Procura Distrettuale diretta da Francesco Lo Voi, ed hanno riguardato persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, furto, rapina, illecita detenzione di armi, intestazione fittizia di beni e trasferimento fraudolento di valori, reati aggravati dall’agevolazione dell’attività del sodalizio mafioso.

Contestualmente sono stati sequestrati il capitale sociale ed i beni aziendali di una società e di un’impresa individuale, riconducibili ai capi mandamento di Trabia e San Mauro Castelverde, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro.

Le indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Leonardo Agueci, e dai Sostituti Procuratori Sergio Demontis, Alessandro Picchi, Siro De Flammineis, Bruno Brucoli, Gaspare Spedale ed Ennio Petrigni hanno fornito un accurato quadro di assoluta attualità, consentendo di definire gli interessi di Cosa nostra a partire dal territorio di Bagheria sino ad arrivare ai confini delle province di Catania e Messina, e di ricostruire in maniera chiara e dettagliata i nuovi organigrammi dei due storici mandamenti mafiosi di Trabia e San Mauro Castelverde, con l’individuazione dei reggenti e degli affiliati.

Al vertice del mandamento di Trabia, c’era Diego Rinella, affiancato dal capofamiglia Michele Modica.

Al vertice del mandamento di San Mauro Castelverde, invece, c’era Francesco Bonomo.

L’operazione ha dimostrato la progressiva riorganizzazione territoriale dell’associazione mafiosa in una vasta area della provincia, evidenziando come, coerentemente con il generale andamento di Cosa nostra, i due mandamenti abbiano dovuto rimodularsi a seguito delle operazioni di polizia condotte negli ultimi anni, che ne hanno decimato le fila, soprattutto tra gli elementi di vertice.

Più in generale, sono stati riscontrati tutti gli elementi tipici di Cosa nostra: dallo sfruttamento della forza di intimidazione, e la condizione di assoggettamento e di omertà; al “dovere di sostegno” imprescindibile nei confronti delle famiglie degli affiliati reclusi, necessario al mantenimento del vincolo di fedeltà; quindi il controllo del territorio di pertinenza dell’intero mandamento. Altro dato significativo emerso nel corso dell’indagine è l’esatta definizione della demarcazione territoriale dei mandamenti di Trabia e San Mauro Castelverde, utile a comprendere appieno l’area di competenza di ciascuna articolazione, specie in relazione alla consumazione delle estorsioni.

Principale attività illecita esercitata dai clan rimane sempre quella delle estorsione a danno delle attività economiche presenti sul territorio, con particolare riguardo alle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici, cui si associano le intimidazioni ed i danneggiamenti.

Il racket delle estorsioni, oltre ad essere uno strumento di accumulazione illecita di risorse, costituisce un’attività funzionale al concreto esercizio del potere mafioso e al controllo del territorio secondo la logica dell’intimidazione e della sopraffazione.

Un modus operandi che produce uno stato di sudditanza da parte delle vittime o, diversamente. Gli affiliati ai clan, inoltre, consapevoli dei rischi corsi, hanno realizzato ogni possibile stratagemma per tentare di eludere le attività investigative.

L’esigenza di evitare, sempre e comunque, il contatto telefonico si e’ tradotta in incontri concordati di persona in posti isolati in aperta campagna, nel tentativo di scongiurare il rischio di pedinamenti ed intercettazioni audio e video. Per quanto riguarda i sequestri di beni, questi risultano intestati ai familiari dei due capi mandamento, e ammontano a circa 1,5 milioni di euro.

Redazione NewSicilia



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