Inchiesta

Mafia capitale, Castiglione: “Non mi dimetto. Con Odevaine solo rapporti istituzionali”

Giuseppe Castiglione
6 giu 2015 - 12:26

SICILIA – “I rapporti con Odevaine? Nel luglio 2011, in piena emergenza immigrazione, chiedo garanzie su di lui al Viminale e le ottengo, anche se non è ascrivibile alla mia parte politica, militavo nel Pdl”.  

Il sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione, in un’intervista rilasciata a Repubblica, torna sulla vicenda che lo vede coinvolto e iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul Cara di Mineo.

“In quell’ estate –  spiega - il ministro degli Interni Maroni lancia un appello agli enti locali per accogliere quanti più migranti. Io sono presidente di tutte le Province, oltre che di Catania, e mi mobilito. Maroni fa requisire il villaggio della solidarietà, l’ ex residence degli Aranci a Mineo. Odevaine allora direttore della polizia provinciale di Roma al fianco di Zingaretti, è stato capo di gabinetto di Veltroni, persona autorevole e nota in quanto tale”.

Il sottosegretario assicura di aver avuto con Odevaine “solo rapporti istituzionali”.

“A pranzo credo di esserci pure stato. Ma non certo per parlare di appalti”.

L’ accusa che sia stato favorito un consorzio locale? “Io non ho lavorato di certo per alcun consorzio, né ho fatto mai parte di commissioni di gara. E Odevaine non ha concordato con me un percorso preferenziale per alcun raggruppamento di imprese”.

Castiglione esclude di lasciare l’incarico: “Non vedo il motivo di farlo. Non so di cosa mi si accusi se non dai giornali”.

Il premier? “Spero di sentirlo”.

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Redazione NewSicilia



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