Femminicidio

La madre di Giordana Di Stefano:”Anche io sono depressa, rischio il suicidio”

Giordana Di Stefano 8 ottobre 2015
18 nov 2015 - 12:49

CATANIA - A poche ore dal riesame per l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Luca Priolo perché “affetto da crisi di ansia e depressione, che possono portarlo al suicidio“, la mamma di Giordana Di Stefano grida il suo dolore sui social.

Anche io sono depressa… ho l’ansia… Rischio il suicidio perché un bastardo assassino ha programmato e ucciso con 45 coltellate, sfregiato e seviziato mia figlia facendole vivere gli ultimi momenti nel terrore e nel dolore… solo perché aveva detto BASTA… non è che dopo una bella visita psichiatrica don Mazzi mi accoglie nella sua dimora insieme a lui…!?!? Aspetto pazientemente e con il dolore che mi porto dentro le prossime notizie… Io non mi fermo voglio giustizia… Voglio la giusta pena… voglio l’ergastolo… perché i fatti parlano chiaro…“.

Parole forti, parole piene di rabbia e che scuotono le coscienze se si pensa che sono pronunciate da una donna, una madre che poco più di un mese fa ha visto morire la propria figlia sotto le mani di quel “Bastardo”. Così, infatti, lo apostrofa Vera Squatrito riferendosi proprio all’ex fidanzato di Giordana, al padre di sua nipote Asia nonché all’assassino di sua figlia.

I fatti parlano chiaro, il termine femminicidio ormai non sconvolge più nessuno. Tutti sanno di cosa si tratta, tutti ne parlano, ma la follia omicida degli uomini non si arresta, anzi, cresce e le notizie che vedono protagoniste giovani donne assassinate, si rincorrono a ritmo incalzante sui quotidiani. Mentre quel sangue innocente continua a scorrere.

Vera Squatrito, madre di Giordana, oggi è diventata madre putativa di tutte le giovani donne uccise barbaramente dai loro uomini, è assetata di giustizia e non vuole arrendersi dinanzi alla morte della sua “bambina”, combattendo la sua battaglia attraverso il web.

Troppo spesso per giustificare questi terribili gesti si parla di raptus di follia: ma esso, esattamente, cos’é? Questo ancora non è chiaro. Come spiegare, infatti, a una madre che ha perso una figlia di 20 anni che si è trattato solo di un “benedetto raptus di follia”?

Niente di più ridicolo. Eppure oggi se ne parla… oggi lo si accetta. E così si giustificano assurdamente anche i gesti più efferati. Ed è inaccettabile, dopo un assassinio del genere, che ci sia proprio un parroco, Don Mazzi disponibile ad accogliere Luca Priolo. Lo stesso che oggi dovrebbe stare solo in carcere.

E lo grida proprio Vera Squatrito che sul suo profilo Facebook afferma: “Bisogna dare la giusta pena a questi luridi assassini, bisogna punire chi toglie la vita” e la battaglia personale di questa madre si estende, diventa battaglia di tutti coloro colpiti dalla stessa tragedia.

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Daniela Torrisi



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