Procura

Lutto nella magistratura, è scomparso Giovanni Tinebra, ex procuratore di Catania

large_19063M15
7 mag 2017 - 11:57

CATANIA – Grande lutto per il mondo della magistratura etnea: dopo una lunga malattia è scomparso Giovanni Tinebra, l’ex procuratore generale di Catania.

Nato ad Enna, il 15 giugno 1941 era entrato a far parte della magistratura siciliana nel 1967. Dal 1992 al 2001 è stato Procuratore della Repubblica di Caltanissetta e titolare delle inchieste per la strage di Capaci e per la strage di via d’Amelio dove persero la vita Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte.

Durante tutti gli anni ’90 protesta fermamente nei confronti dei mezzi di comunicazione e dei magistrati che diffondono al pubblico elementi che invece dovrebbero essere coperti dal segreto istruttorio. Dal 2001 è direttore del DAP, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, succedendo a Giancarlo Caselli, ma quando poi anni dopo verrà intercettato un pacco bomba a lui indirizzato, Tinebra lascerà definitivamente il DAP nel novembre 2006 dopo essere stato il Capo Dap rimasto più a lungo in carica nella storia del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Nello stesso anno viene nominato Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catania con un voto unanime del Consiglio Superiore della Magistratura.

Nel luglio 2014  Tinebra è stato processato dal CSM – Consiglio Superiore della Magistratura – con l’accusa di aver contattato uno dei consiglieri che all’epoca erano chiamati a votare per la nomima di un capo dell’ufficio catanese per la quale lui stesso era in corsa insieme a Giovanni Salvi, poi vincitore.

Tinebra manterrà comunque la sua carica di procuratore generale etneo fino alla pensione, arrivata nel novembre 2014; nello stesso anno diventa presidente della commissione tributaria provinciale di Catania.

Il sindaco di Aci Castello, Filippo Drago, ha voluto esprimere “profondo cordoglio per la scomparsa dell’illustre concittadino e magistrato di assoluto livello Giovanni Tinebra. Nella sua lunga carriera è stato giudice integerrimo, servitore dello stato e paladino di legalità. Di lui conserveremo il senso di appartenenza e di servizio alle istituzioni, l’ardore della lotta ad ogni forma di mancato rispetto delle leggi, nonché il grande amore per la nostra comunità”.

Foto: www.rainews24.it

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA