Congressi

Tra luci e ombre il bilancio del Sicilia Convention Bureau: ecco il VI Master Class Micelebrity

Sicilia Convention Bureau
Nitin Sachdeva, Vincenzo Tumminello e Walter Klinkon
14 apr 2016 - 18:01

CATANIA – “È un anno di luci e ombre”: questa la sintesi del presidente del Sicilia Convention Bureau, Vincenzo Tumminello, sul bilancio dei congressi fatti in Sicilia nel 2015 in occasione del VI Master Class Micelebrity.

Un corso finalizzato a distinguersi seguendo tre linee guida: “Accogliere, Impressionare e convincere” il cliente attraverso l’insegnamento di esperti del settore, tra cui lo stesso Tumminello.

I numeri dell’ultimo anno sono abbastanza interessanti: circa 170 milioni di euro di fatturato diretto e un valore assoluto di quasi 300 milioni. Ad analizzare meglio la reale situazione è il numero uno del Convention Bureau: “L’osservatorio di Palermo ci ha consentito di dimensionare il mercato siciliano degli eventi. Non si può dire di essere assolutamente contenti, ma calcolando l’indotto e il numero di aziende partecipanti si può dire che sia stato lo stesso un buon anno. La domanda è un po’ in ripresa per quanto riguarda i congressi in Sicilia, ma ancora non siamo ai livelli degli anni passati. Ma la nostra Isola è una meta interessante e se riusciamo a venderla nel modo corretto ci sono ottime opportunità”.

Numeri che sarebbero potuti essere superiori se per alcune aziende la Sicilia non fosse stata considerata “non idonea”: “Il grande nodo e la grande debolezza è l’assenza di strutture. Non c’è spazio in Sicilia. Altra debolezza è quella del trasporto aereo. Anche se adesso sono aumentate le tratte dirette, specialmente con la Turkish Airlanes. Ciò che dispiace è che il picco massimo si raggiunge sempre in estate, ma credo che con il nostro clima si possa ottenere molto di più anche nel resto dell’anno. Sicuramente, nelle difficoltà del 2015 ha influito la spaccatura interna, complice i problemi di viabilità: basti pensare a quanto accaduto sul’autostrada Catania-Palermo. Questo è stato un ulteriore limite”.

Dai dati confrontati con il 2014 emerge che il settore trainante è quello della medicina e che il maggior numero di meeting si concentra nelle aree metropolitane. Catania, Palermo e Messina sono quelle che richiamano di più. Ma anche le piccole località possono giocare un ruolo importante: “A parte l’eccellenza di Taormina, facile da vendere per eventi medio-alti perché gli stranieri la conoscono maggiormente, ci sono altre località con grande potenziale - sottolinea il presidente della Convention Bureau -. Penso a Ortigia, per esempio, che si presta bene ma manca ancora di strutture congressuali adeguate. Perseguendo la strada giusta si potrebbero sfruttare tutte le potenzialità e nei prossimi anni potremmo toglierci molte soddisfazioni”.

In quest’ottica sarà importante aprirsi a nuovi mercati, come l’India. Ed ecco spiegata la presenza di Nitin Sachdeva, direttore esecutivo Venture Marketing: “La Sicilia ha grandi potenzialità, specialmente per quanto riguarda il turismo, ma in india non è molto conosciuta. Per questo devi essere bravo a mostrare ciò che hai. Secondo me sono importanti le “3 C”: la connettività, la consulenza e la comunicazione”.

E in quest’ambito è da tenere bene a mente ciò che dice il mago della motivazione, Walter Klinkon: “Bisogna ‘distinguersi per non estinguersi’. Devi provare a creare qualcosa di diverso. Ecco perché mi presento con dei numeri di magia”. E sulla Sicilia conclude: È come giocare con Messi in campo. Ma non basta avere il fenomeno in squadra. Devi saper giocare. In questo caso devi essere bravo a proporti e a comunicare nel modo giusto”.

Andrea Lo Giudice



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