Indagini

L’ombra del clan “Cappello” sul “Bar Castello 2″ e sul “Caffè Diaz”, sequestrati beni per 3,5 mln. IL VIDEO

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23 feb 2017 - 10:49

CATANIA - Duro colpo sferrato al patrimonio della cosca mafiosa del clan “Cappello”.

Gli uomini della questura di Catania hanno dato esecuzione al decreto di sequestro nei confronti di tre imprese individuali, per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro.

Il provvedimento è stato emanato dal tribunale di Catania nei confronti di Gaetano Nobile, 31 anni, noto pluripregiudicato, vicino al clan Cappello.

L’autorità giudiziaria ha accolto il quadro ricostruito dagli investigatori che hanno seguito le intricatissime trame intessute da un gruppo di persone (familiari o semplici prestanome) le quali, con una serie di compravendite, affitti, cessioni e passaggi di proprietà hanno fatto di tutto per dissimulare la riconducibilità dei beni a Gaetano Nobile.

Nel mirino delle indagini sono caduti due noti locali della periferia ovest della città: Il Bar Castello 2, di via Armando Diaz, appartenente alla Sean s.r.l., l’impresa di Antonella Chisari e quella di Evelyn Nobile, rispettivamente moglie e sorella di Gaetano Nobile, e l’impresa di Antonio Paolo Ingrassia, il noto Caffè Diaz, con annessa rivendita di tabacchi, anch’essa sita in via Armando Diaz.

Il Tribunale ha disposto il sequestro di 6 mezzi (una Porsche Macan S, una Mercedes Gla 220, una Mercedes B-200 CDI, una Smart City-Coupè, un autocarro Mercedes 166 e una Vespa 125).

Sequestrati anche numerosi conti correnti e rapporti bancari intestati o riconducibili a Gaetano Nobile per un ammontare complessivo di 65 mila euro.

Le indagini hanno, inoltre, messo in luce la meticolosità con la quale venivano gestite le licenze e l’intera gestione dell’attività, proprio per mettersi al riparo da qualunque rilievo potesse essere effettuato all’interno dei locali.

Gaetano Nobile è un soggetto già sottoposto ad avviso orale, motivo per il quale il questore Marcello Cardona ha chiesto per lui l’irrogazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

L’uomo è imparentato con esponenti di spicco del clan Cappello (gli zii Sebastiano e Aurelio Balbo) e si è già distinto per gravi e numerosi delitti tra furto aggrato, rapina aggravata, sequestro di persona, evasione e spaccio di droga.

L’indagine patrimoniale ha evidenziato, da un lato un’evidente sproporzione tra quanto dichiarato e quanto posseduto e, dall’altro, l’irregolarità del patrimonio accumulato per mezzo di investimenti illeciti.

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Redazione NewSicilia



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