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Con l’inganno le portavano in Sicilia, donne nigeriane costrette a prostituirsi. Due arresti

nigeriane prostitute
27 apr 2016 - 08:22

CATANIA - I Carabinieri del Comando Provinciale etneo hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Procura Distrettuale – D.D.A. nei confronti di cittadini nigeriani responsabili del reato di tratta di persone per avere fatto entrare illegalmente nel territorio italiano, tramite barconi provenienti dal Nord Africa e approdati sulle coste della Sicilia orientale, giovani donne nigeriane in condizioni di estrema povertà, al fine di indurle alla prostituzione mediante minaccia attuata attraverso sottoposizione delle vittime a rito esoterico.

Le indagini hanno dimostrato come gli imputati nigeriani abbiano raggiunto elevati standard organizzativi e gestionali, curando interamente ogni fase della tratta di essere umani finalizzata alla prostituzione , dal reclutamento in patria fino alla fornitura di documenti falsi per l’espatrio ed il trasferimento in patria.

I due nigeriani in stato di fermo sono Osazee Lucki e Aghasomawan Smart, entrambi incensurati, accusati di aver collaborato per l’afflusso in Italia delle giovani donne clandestine partendo dalla Nigeria ed arrivando in Libia via terra attraverso una serie di soste in vari stati Nordafricani. Dalla Libia, via mare, le donne hanno raggiunto le coste siciliane dove venivano prese in consegna dai referenti locali, per poi essere trasferite nelle città di destinazione per il successivo sfruttamento sul mercato della prostituzione.

 OSAZEE Lucki, Nigeria 6.2.1983AGHASOMAWAN Smart, Nigeria 13.4.1988

Le attività investigative dei Carabinieri del Comando Provinciale etneo erano iniziate nel mese di Febbraio del 2016 ed hanno permesso di accertare come i cittadini nigeriani, presenti a Catania, abbiano organizzato la partenza, con vari mezzi di fortuna, di varie donne dalla Nigeria che, spesso, venivano sottoposte a maltrattamenti e violenze anche sessuali.

È stata documentata, inoltre, la presenza di una “madame” nel paese di origine delle donne che aveva il compito di individuare in Nigeria le vittime da reclutare finanziando le spese iniziali per il viaggio. Prima di partire, inoltre, le donne venivano sottoposte ad un rito esoterico con cui venivano costrette a mangiare cuore crudo di galline ed a bere alcool.

Redazione NewSicilia



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