Denuncia

Librino senza polizia. Agenti in “ferie forzate”. Il Siulp: “Il Questore calpesta la nostra dignità”.

Commissariato Librino
13 ago 2016 - 12:59

CATANIA - Librino terra di nessuno. Librino è la sintesi. Vai lì, dove la cosca Santapaola-Ercolano vampirizza il tessuto sociale ed economico insieme con quella dei Cursoti, e scopri cosa succede veramente a Catania.

Succede che nella città satellite popolata da circa 100mila abitanti, quella che si estende nella periferia sud-ovest di Catania, attualmente, di fatto, non c’è alcun presidio di polizia. Librino, il quartiere di Catania col più alto tasso di criminalità, non ha un commissariato. Non lo ha attivo.

Perché dove le forze dell’ordine dovrebbero essere benedette, rispettate, temute, si creano i presupposti per dannarle, mortificarle, depotenziarle. E non è la criminalità a farlo. Sconcertante, ma vero: non è la criminalità, la responsabile.

Leggete un po’. Da tempo è stato pianificato il trasferimento del commissariato di Librino dal palazzone di viale San Teodoro 4 nei nuovi locali di Villa Nitta. Il primo annuncio risale al 12 marzo 2013, quando il predecessore del sindaco Enzo Bianco, Raffaele Stancanelli, annunciò che in poche settimane sarebbe stato lanciato un segnale chiaro nella lotta alla delinquenza mettendo a disposizione della Questura una sede più adeguata alle esigenze degli agenti.

Sono trascorsi tre anni da quella svolta data per certa, imminente. Tre anni in cui burocrazia e bagarre politiche hanno fatto scendere il silenzio. Fino a martedi scorso, quando il questore di Catania, Marcello Cardona, invia una nota a tutte le sedi etnee con la quale fa sapere che la nuova sede di Villa Nitta del commissariato di Librino è operativa.

Ma il Comune di Catania, quello che adesso è nelle mani della Giunta Bianco, ha consegnato alla Questura una sede inagibile. Proprio così, avete letto bene: gli agenti, sorpresi dal repentino trasferimento, scoprono che Villa Nitta è inagibile. I poliziotti giunti sul posto, dopo che il questore aveva sollecitato il rapido spostamento di mobili e documenti dalla vecchia sede a quella nuova, sono rimasti a bocca aperta. Innanzitutto, totale assenza di sicurezza: a Villa Nitta non sono stati installati i necessari vetri blindati. Assenti anche le porte blindate, al posto delle quali sono state montate quelle tagliafuoco. Incredibile ma vero, al posto delle blindate, quelle tagliafuoco, che sono progettate per assicurare un’uscita rapida e sicura da un edificio.

“Basta mettere una mano – ci spiega un rappresentante del Siulp, il Sindacato italiano unitario dei lavoratori della Polizia di Stato – e la porta si apre. Vi rendete conto? In un quartiere difficile così come Librino i poliziotti vengono mandati a lavorare in una sede dove non è tutelata la loro sicurezza e quella di chi chiede il loro aiuto”.

Ma non basta. I locali sono inagibili anche perché sporchi, indecenti. La polizia trasferita in un letamaio. La foto che abbiamo la possibilità di mostrarvi non rende bene l’idea, la situazione trovata è ben peggiore. Commissariato Librino Liquami, i pavimenti del piano terra ricoperti dalla polvere della calce utilizzata dagli operai durante i lavori di ristrutturazione, il piano superiore dell’immobile cosparso di escrementi di topi e uccelli. A Catania, a Librino, dove la criminalità dovrebbe temere la polizia, dove i cittadini onesti costretti a convivere coi delinquenti dovrebbero sentirsi tutelari dagli agenti, il simbolo, la sede, la roccaforte è un letamaio. Quella che viene spacciata per reggia nuova di zecca, di esempio di presenza e lotta alla mafia in realtà è inagibile.

Quando è stato disposto il traferimento è successo di tutto e di più: “Abbiamo dovuto lasciare un paio di volanti anche di notte a vigilare quella che ormai è la vecchia sede per evitare che i locali fossero occupati abusivamente – ci racconta il rappresentante sindacale – soltanto quando l’immobile è stato ufficialmente riconsegnato all’Iacp, l’Istituto autonomo case popolari di Catania, abbiamo del tutto abbandonato Viale San Teodoro”.

Quanto sta avvenendo è un’offesa alla divisa ed a quel che rappresenta. Tant’è che il giorno dopo la nota del questore, il Siulp di Catania ha inviato una durissima lettera aperta a Marcello Cardona. Ecco il testo integrale, perché merita di essere letta tutta. Tutta: “Signor Questore sono trascorsi solo alcuni giorni da quando le abbiamo contestato la mancata profilassi sanitaria relativa allo sbarco del 30 luglio. Purtroppo siamo costretti ancora una volta a ricordargli che, in qualità di Autorità di Pubblica Sicurezza, non esercita a dovere le mansioni che ricopre. A tal proposito il SIULP le contesta di aver sollecitato il trasferimento dei mobili e del materiale cartaceo dal vecchio Commissariato di Librino verso i nuovi locali di Villa Nitta, senza aver proceduto a far pulire e sanificare gli uffici destinati al nuovo Commissariato, pieni di escrementi di topi e colombe.

Non ha per nulla valutato quali rischi di natura sanitaria possono incorrere i suoi dipendenti che Lei dovrebbe tutelare sia come rappresentate dell’amministrazione che come Autorità di Pubblica Sicurezza a cui la legge da ampio mandato di vigilare. Ancora una volta il suo “EGO” ha prevalso sul buonsenso, calpestando per l’ennesima volta la dignità delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.

Disapproviamo il suo comportamento e la sua bramosia di traslocare nei nuovi locali dimenticando di notiziare in tempo utile l’istituto case popolari di Catania ente proprietario dell’immobile, (ormai al buio e pieno di sporcizia) dell’avvenuto trasloco. Nelle more della consegna, ha stabilito l’impiego di due poliziotti per turno, per il vigilare lo stabile fino alla consegna dello stesso, scaricando ulteriore carico di lavoro sul personale della Polizia di Stato, già gravato dai servizi che deve quotidianamente garantire, come sbarchi di migranti, manifestazioni di o. p. ed altro. Come sempre il SIULP attento alle problematiche denunciate, si dissocia dal suo operato e vigilerà sulla questione in argomento, per tutelare la dignità delle donne e degli uomini della Polizia di Stato”.

Intanto i circa 20 agenti che fino a pochi giorni fa operavano a Librino sono in congedo ordinario: “Delle ferie forzate – traduce il Siulp – perché ufficialmente il commissariato di Viale Nitta è operativo, ma di fatto non lo è. Non ci sono poliziotti in attività. Tutti a riposo”.

Tutti tranne uno. Il piantone. Un agente vigila la soglia del commissariato di Librino. Una vedetta solitaria nel territorio nemico. Da solo contro tutti. Contro tutto.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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