Ricatto

Lettere minatorie nella posta ad anziano che accudiva: arrestato badante estortore. VIDEO

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8 nov 2016 - 07:57

BARCELLONA POZZO DI GOTTO - Lettere minatorie con richieste di soldi: a mandarle è stato un badante di un ottantacinquenne.

Sono scattate le manette per Filippo Munnia, 46 anni, posto agli arresti domiciliari in esecuzione di ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Patti per tentata estorsione aggravata, furto aggravato ed illecito utilizzo di carta bancomat ai danni di un uomo di 85 anni anni che accudiva quotidianamente come badante.

L’arresto, scattato a conclusione di una veloce ma complessa attività investigativa condotta dai carabinieri, è scaturita dalla denuncia presentata dai parenti dell’anziano i quali, preoccupati da quelle lettere minacciose ricevute dal familiare, hanno deciso di contattare i militari. Nelle lettere era richiesto un vero e proprio “pizzo”: 200 euro al mese da versare in corrispondenza con la percezione la pensione, richiesta che, ovviamente causava nell’anziano un legittimo timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia, che veniva esplicitamente minacciata.

E così, per individuare l’ignoto estorsore, i carabinieri hanno finto di accettare le richieste : proprio come indicato nelle missive, l’anziano, percepita la modesta pensione, ha versato 200 euro in banconote (non vere ma fotocopiate) in una busta da lettera, depositandola poi nella propria cassetta della posta. Dopo poco tempo, l’uomo, con fare circospetto, si è avvicinato alla cassetta cercando di estrarre la busta con il presunto “pizzo”.

A questo punto, però, la sorpresa è stata duplice: da un lato, infatti, il malfattore si è reso conto delle banconote fotocopiate e, dall’altro, i carabinieri hanno identificato l’uomo attraverso delle telecamere installate appositamente. Così, è stato smascherato il fidato ed insospettabile badante, che da tempo, godendo della piena fiducia della vittima e dei suoi parenti, lo assisteva in tutte le sue faccende quotidiane, compreso lo spostamento da casa all’ufficio postale per il ritiro della pensione.

Il prosieguo delle indagini e le perquisizioni nella casa di Munnia ha consentito di recuperare alcune documentazioni che l’uomo aveva rubato all’anziano, oltre che la carta bancomat, con cui aveva prelevato quasi 2 mila.

L’arrestato, è stato portato agli arresti domiciliari.

Per la risoluzione del caso, decisivo è stato il sostegno della FAI – Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiana e in particolare dell’A.C.I.O. (Associazione commercianti e imprenditori orlandini) di Capo d’Orlando, alla quale si è rivolta la figlia dell’anziano derubato ed estorto.

Redazione NewSicilia



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