Urbanistica

Il lento rilancio di Librino. Leone: “Tante modifiche in programma”

Librino 8 settembre 2015
11 set 2015 - 06:47

CATANIA - Nel suo cuore, il Palazzo di cemento, Librino ha per antonomasia il ruolo di centro della malavita catanese. Vero è che in quest’area urbana, però, si sta facendo molto per farla diventare ciò che doveva essere: una Catania moderna.

I palazzi e lo sviluppo delle arterie, secondo il progetto originale, avrebbero dovuto dare un aspetto “nuovo” rispetto al centro storico della città etnea. Sicuramente, per ragioni storiche e sociali, il percorso non è stato facile, fino a giungere alla situazione attuale. Ma l’amministrazione, in collaborazione con le segnalazioni e le proposte della circoscrizione preposta, sta cercando di voltare pagina. Librino sta cambiando e sta migliorando la qualità della vita e dei servizi offerti.

Parlando con il presidente della sesta circoscrizione Lorenzo Leone, si scopre che i miglioramenti sul quartiere sono tanti. Certo, ancora si è in fase di sviluppo, ma quelli fatti sono evidenti: “Sopra ogni cosa – spiega Leone – stiamo cercando di rivalutare e restaurare il Palazzo di Cemento. Il nostro obiettivo è di riuscire a far partire il progetto entro il 2015″.

Il problema, però, non si ferma solo a quello che è il simbolo della malavita. Migliorare e offrire sempre nuovi servizi e migliorare quelli esistenti è molto importante per la municipalità. E quest’anno, motivo di orgoglio è la presenza di due scuole superiori. Una cosa mai accaduta prima e che dimostra l’applicazione dell’amministrazione.

Nell’istituto “Tommaso Campanella”, per esempio, si è proceduto al recupero della piscina, della struttura e al miglioramento del sistema di riscaldamento attraverso l’installazione di climatizzatori. Ma anche l’edificio del “Vitaliano Brancati” rientra nei piani di recupero dell’amministrazione, in modo da trasformarlo in scuola superiore. 

E, proprio in relazione alla scuola e alla sicurezza dei ragazzi, assume molta importanza il ripristino della “spina verde”, che va da viale Castagnola a viale Moncada: “Questo tratto sarà interamente pedonale e collegherà le scuole senza che i ragazzi debbano passare per strada. Il progetto è suddiviso in tre fasi: le prime due sono già state portate a termine. Adesso stiamo procedendo con la terza”. E sempre per i giovani, ma anche per chi voglia beneficiare di altri servizi, è stato ideato il “Librino Express”, un autobus che collegherà il quartiere alla stazione centrale di Catania. 

Non solo i giovani però: in un’area cittadina di 80 mila abitanti, bisogna tenere in considerazione anche l’altra parte della popolazione. Ecco perché tra i programmi c’è il recupero degli immobili, che arricchirà il processo della riqualificazione delle aree urbane. Come Villa Fazio, assegnata all’associazione “Amici di Villa Fazio”, lo spostamento del mercatino di San Giorgio sul viale Grimaldi (chiuso al traffico) o Villa Nitta. Per quest’ultimo spazio, l’obiettivo è di trasformarlo in sede per la polizia di stato nel minor tempo possibile: “Abbiamo già mandato la richiesta e per evitare che l’area venga nuovamente vandalizzata vorremmo che si procedesse alla creazione della sede delle forze dell’ordine nel minor tempo possibile”, dice il presidente Leone.

Infine, altri lavori importanti sono stati quelli riguardanti la raccolta differenziata, per la quale si registrano ottimi risultati; il perfezionamento del canale per la raccolta delle acque; il miglioramento della viabilità, specialmente in prospettiva futura quando verrà aperto un nuovo ospedale; e la riqualificazione di piazza degli Elefanti. Quest’ultima, sempre al buio e sede di spaccio, è stata recuperata e migliorata: la sera del prossimo 19 settembre ci sarà una manifestazione per festeggiare la “riapertura” di questo spazio cittadino.

Librino doveva essere la “Catania futuristica”: chissà che un giorno non possa diventarlo davvero.

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Andrea Lo Giudice



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