Società

Legittima difesa: difesa, attacco o aggressione?

proposte legge intervista
20 nov 2015 - 06:01

CATANIA - Cosa farei se un ladro entrasse a casa mia nel cuore della notte, magari armato? Come potrei reagire davanti ad uno sconosciuto che di soppiatto tenta di introdursi nella camera di mia figlia? Quale sarebbe la mia reazione se scoprissi che qualcuno sta tentando di portare via gli oggetti che con mille sacrifici e rinunce ho portato in casa mia, i regali delle persone care o semplicemente piccoli oggetti che mi ricordano chi ormai non c’è più? Le reazioni potrebbero essere molteplici e, a dire il vero, non sempre condivisibili. Sull’argomento in questi ultimi giorni si discute parecchio tirando in ballo anche accadimenti di cronaca e, inevitabilmente, le leggi italiane.

Dopo esserci chiariti ogni dubbio sul codice penale, non resta che esaminare il pensiero comune in materia di legittima difesa. Inutile dire che la maggior parte delle persone a cui è stato chiesto un parere in merito, circa 8 su 10, ha affermato che vorrebbe sentirsi libero di agire se qualcuno minacciasse la sua incolumità o quella dei propri cari. La percentuale scende appena se il pericolo riguarda soltanto oggetti: “Non saprei trattenermi dal reagire se notassi un ladro, una persona sospetta, qualcuno armato, girare per casa che magari mette a rischio la vita o la salute dei miei figli, né tanto meno starei lì a pensare ai tanti cavilli della legge in materia di legittima difesa. Mi interesserebbe soltanto portare in salvo i miei cari, costi quel che costi” ha ad esempio affermato una madre.

Qualcun’altro, forse appena più prudente o appena meno restio all’azione ha invece risposto che agirebbe in maniera da difendersi senza arrecare danno a nessuno, nemmeno all’intruso che si aggira per casa: “Tenterei di isolare il possibile ladro o aggressore in una stanza dell’appartamento, magari chiuderei a chiave, bloccherei l’uscita ecc. Chiaramente potrei riuscirci soltanto con una buona dose di fortuna, ma ci proverei. In alternativa tenterei la fuga, cercherei di salvarmi da una possibile minaccia: il furto è senza dubbio un reato spiacevole da subire, ma esiste di peggio“.

Che le posizioni, per così dire, interventistiche siano le più diffuse è un dato di fatto: non a caso in questi giorni FDI ed alcuni partiti di estrema destra stanno tentando di modificare, nuovamente, l’articolo 52 del codice penale, per intenderci quello che regola la legittima difesa. FDI e AN in particolare vorrebbero ridurre al minimo la discrezionalità dei magistrati legalizzando la legittima difesa anche al di fuori del proprio appartamento o del proprio negozio: insomma la reazione all’aggressione, almeno secondo questa proposta, sarebbe lecita in qualsiasi luogo, a patto ovviamente che esista una reale minaccia per la propria o l’altrui incolumità.

Una minima parte degli intervistati però (2 su 10), soprattutto dopo aver ascoltato le proposte di legge di FDI ed AN, stima che simili provvedimenti potrebbero in breve “ridurre l’Italia ad una sorta di grande Far West. Aggredire qualcuno, vendicarsi di un torto subito, eliminare chi nuoce ai nostri affari, diventerebbe molto più semplice. Probabilmente la legittima difesa finirebbe per sconfinare nella violenza gratuita“.

Punti di vista, tirando le somme, forse non sempre condivisibili. In ogni caso chi ha risposto alle nostre domande lo ha fatto razionalizzando un’ipotetica situazione di pericolo in cui, per fortuna, non si è mai trovato. Purtroppo però davanti alla concitazione di certi momenti, al fraintendimento che inevitabilmente nasce dalla paura, o semplicemente sulla scia di un’imprevedibile emotività le cose potrebbero andare diversamente. 

Commenti

commenti

Valentina Idonea



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento