Referendum

Legge sulle trivelle, avv. Zammataro: “È fondamentale votare SI”

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14 mar 2016 - 18:23

PALERMO - Per tutti i siciliani il 17 aprile sarà un crocevia fondamentale: manca ancora un po’, poco più di un mese al referendum, ma è importante far capire alla gente cosa significhi “giù dal nostro mare”. 

Parliamo infatti della legge sulle trivelle, che prevede la possibilità di estrarre gas e petrolio da piattaforme entro 12 miglia marine dalla costa per chi possiede le cosiddette “concessioni”.

Prima che accadesse tutto ciò l’avvocato Manfredi Zammataro, presidente dell’associazione Codici Sicilia, aveva già criticato quello che era soltanto un ‘possibile’ interessamento del territorio siculo per quanto riguarda le trivelle.

A distanza di quasi due mesi, abbiamo nuovamente contattato Zammataro per capire le azioni che l’associazione sta mettendo in atto: “Siamo ritornati su questo importantissimo tema con una campagna regionale per diffondere il voto del ‘SI’ che vorrebbe dire impedire lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi. È un messaggio complesso che ha bisogno di essere spiegato a tutti i votanti, al fine che prendano una giusta decisione. Per questo, stiamo utilizzando soprattutto i social network per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica diffondendo quanto più possibile un manifesto che invita a votare ‘SI’”.

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C’è, inoltre, una mozione consiliare da inoltrare agli enti locali e alla Regione: “Noi ci auguriamo che questa mozione venga approvata in modo da impegnare le amministrazioni ad espandere questa importante campagna di sensibilizzazione. Le trivelle sono negative anche in ambito urbanistico, in quanto si distruggerebbe il paesaggio siciliano e, nel più malaugurato caso, si creerebbe il problema di un disastro ambientale”.

Sono diversi i precedenti che riguardano il riversamento massiccio di petrolio in mare e ci sono numerosi rischi che la Regione sembra non aver attenzionato.

“È una battaglia – ha concluso l’avvocato – che dobbiamo affrontare tutti insieme: il messaggio deve diffondersi”.

Gabriele Paratore



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