Omicidio

Strangolata per gelosia, fermato l’ex convivente della donna uccisa a Misterbianco

Omicidio Misterbianco
2 feb 2016 - 07:48

CATANIA - Svolta nell’omicidio di Luana Finocchiaro, la donna di 41 anni strangolata mentre era nella sua abitazione a Misterbianco: i carabinieri del comando provinciale di Catania hanno fermato il suo ex convivente, Vincenzo Di Mauro di 37 anni. I due avevano un figlio di 4 anni.

Il trentasettenne, sorvegliato speciale, era già stato arrestato e condannato a 11 anni di reclusione nel 2000 per aver ucciso il vicino di casa Francesco Tirendi, 47 anni. Poi, nel 2012 è finito ai domiciliari per lesioni nei confronti di Luana. La donna lo aveva denunciato ma poco dopo aveva ritirato la denuncia e lui era tornato libero. 

Secondo la ricostruzione dei fatti l’avrebbe strangolata, nella notte fra il 31 e l’1, dopo una lite scaturita dalla gelosia e da discussioni sulla gestione del bambino.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Catania, Alessia Natale.

Luana Finocchiaro dal primo matrimonio aveva avuto due figli maschi, poi dopo la separazione aveva iniziato una relazione con quello che, allo stato attuale, sembra essere stato il suo assassino e con lui aveva avuto un altro figlio.

La coppia, secondo le notizie raccolte, aveva avuto dei problemi e i due si era allontanati. Ma l’ex convivente non si è mai rassegnato, le liti erano continue e c’era un contenzioso aperto per l’affidamento del bambino.

Dalle indagini, dopo l’ennesimo litigio a casa di Luana, risulterebbe che l’uomo l’ha strangolata, uccidendola mentre il piccolo dormiva nella stanzetta accanto. Di Mauro, poi, avrebbe portato via il figlio che adesso si trova a casa dei nonni paterni. A trovare il corpo riverso per terra accanto al letto è stata ieri sera la madre della donna: insospettita e preoccupata dal fatto che la figlia non le rispondeva al telefono, si è recata nella sua abitazione. È entrata perché in possesso di un secondo mazzo di chiavi e ha trovato la figlia morta.

Ha telefonato al 112 e subito sono iniziate le indagini che hanno portato proprio al fermo dell’ex convivente, il quale si è dichiarato innocente ma adesso è rinchiuso in carcere.

Redazione NewSicilia



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