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Lavoratori AMT ringraziano La Rosa, lui risponde commosso: “Continuerò a battermi per voi”

io sciopero amt
7 feb 2017 - 06:08

CATANIA - I lavoratori dell’AMT Spa Catania non si sentono più al sicuro. Le aggressioni sul posto di lavoro sono ormai troppo frequenti, l’ultima ai danni di un controllore, assalito durante il suo turno lavorativo alcuni giorni fa, con il risultato di 7 giorni di prognosi.

La soluzione è chiara, serve una maggiore presenza delle forze dell’ordine e soprattutto maggiori controlli durante le ore serali “per dare tranquillità ai dipendenti e più sicurezza ai cittadini catanesi”. Sono questi i motivi per cui oggi, 7 febbraio, i lavoratori dell’AMT protesteranno davanti alla prefettura di Catania dalle 10,00 alle 14,00.

Prima di tutto la sicurezza.

Il problema era già stato denunciato in prefettura dal presidente Puccio La Rosa, che ha presentato da poco le sue dimissioni e che cederà ufficialmente la carica il 10 febbraio. 

La Rosa è stato uno dei pochi a “prendersi cura” davvero dei suoi dipendenti e loro hanno voluto ringraziarlo con una commossa lettera: “Potremmo iniziare questa lettera con ‘egregio’ o ‘esimio’ oppure ‘pregiatissimo signor presidente’, ma preferiamo iniziare con ‘carissimo presidente’, perché per noi lei oltre a essere stato un prezioso professionista è stato un amico, uno dei pochi che alla guida di questa nostra azienda maltrattata, calpestata, umiliata, smantellata, depredata ha saputo riconoscere l’abnegazione, il sacrificio e lo spirito di collaborazione dei lavoratori, sempre pronto ad ascoltare la loro voce e sempre disponibile, trattandoli da persone quali sono e non da numeri come sempre ci hanno fatto apparire. Ci teniamo ad esprimere con tutto il cuore il nostro immenso dispiacere nell’apprendere la notizia delle sue dimissioni, in quanto avevamo riposto in lei tutte le speranze per una rinascita sicura e vincente dell’azienda che, nonostante la situazione disastrosa in cui versa, è stata e sarà un bene prezioso per la città di Catania e un riferimento prezioso per tutte le famiglie che ne dipendono. Peccato che qualcuno fa finta di non capirlo e continua a fare dell’ostruzionismo, lasciando sprofondare la barca sempre più a fondo. In tanti anni di storia di questa azienda, lei è stato l’unico professionista in grado in pochi mesi di raddrizzare la rotta di questa nave, restituendoci speranza, forza e spirito di sacrificio e collaborazione”.

letteraAMT

Parole profonde e sincere che hanno toccato La Rosa nel profondo: “Sono davvero commosso e grato per le parole dei lavoratori – ha dichiarato – e posso assicurargli che la stima che loro hanno nei miei confronti è la stessa che io ho nei loro. Spero che il percorso che ho iniziato possa proseguire, io anche dall’esterno continuerò a battermi, perché anche io credo in questa azienda e nella risorsa preziosissima che costituisce per la città“.

Il lavoro di La Rosa e della sua squadra in questi mesi è stato fondamentale e lui ha voluto riepilogare insieme a noi di NewSicilia.it alcune delle tappe principali di questo percorso: “Tra le prime cose abbiamo recuperato i mezzi, abbiamo inserito le coordinate per avviare un nuovo piano industriale e l’ossatura per sviluppare a 360° il concetto di mobilità sostenibile, abbiamo aumentato i controlli e ridotto l’evasione, abbiamo cercato di costruire importanti sinergie con Trenitalia e con la Circumetnea per creare un biglietto unico e costruire un valido collegamento stazione-aeroporto, abbiamo avviato un nuovo programma di coordinamento degli orari, abbiamo inserito nuovi autobus e avviato un meccanismo di riduzione dei costi e degli sprechi e di ristrutturazione dell’officina. Abbiamo istituito nuovi regolamenti più efficaci e abbiamo aperto l’azienda a un rapporto migliore coi lavoratori, basato sul confronto. Non ultimo naturalmente abbiamo trattato il problema della sicurezza, chiedendo fin dall’inizio in prefettura una maggiore presenza delle forze dell’ordine almeno nelle zone più calde della città. È stato un lavoro attento e minuzioso a cui sono fiero di aver partecipato”.

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Clelia Mulà



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