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Latte sequestrato a Ragusa: tutelata la salute dei consumatori, ma c’è uno strano contenzioso

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29 giu 2016 - 06:27

RAGUSA - Almeno per il momento sembra volgere al termine la vicenda del latte sequestrato ad una cooperativa ragusana.

Andiamo però per ordine, cercando di ricostruire una situazione un po’ controversa. 

I N.A.S. (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma) hanno sequestrato ben 5.000 litri di latte contenente l’aflatossina M1. Premettiamo che l’aflatossina è una pericolosa sostanza cancerogena prodotta principalmente da funghi e muffe che, se ingerita dall’uomo, può causare seri danni. In particolar modo teniamo conto del fatto che il latte viene bevuto principalmente dai bambini e che quindi possono nascere problemi nettamente più gravi.

Fatto ciò i N.A.S. hanno effettuato un altro sequestro, a scopo di prevenzione, di circa 3.000 litri, su un’altra partita di latte: stavolta però, fanno sapere, tutto è andato per il meglio, il latte era perfettamente a norma e quindi consumabile.

Torniamo ora ai 5.000 litri e cerchiamo di capire come si sono mossi i militari: “Noi svolgiamo continuamente operazioni di controllo sul latte, sono praticamente di routine; in uno di questi controlli abbiamo riscontrato una percentuale di alfotossina M1 superiore alla norma. I 5.000 litri di latte in questione sono stati immediatamente posti sotto sequestro“.

E ora?

E ora - proseguono i N.A.S. - il latte è destinato ad essere tolto dal mercato. Il nostro obiettivo è quello di tutelare la salute dei consumatori e da questo punto di vista possiamo rassicurare tutti. Il latte è stato definitivamente ritirato dal mercato e non potrà arrecare danno a nessuno“.

I controlli continueranno - fanno sapere - con la solita assiduità (per legge almeno ogni 6 mesi ndr); certo è che sulla cooperativa che ha prodotto i 5.000 litri incriminati verranno effettuati con maggior frequenza“.

Ora che possiamo, per il momento, rassicurare tutti sulla qualità del latte passiamo ai problemi che questa situazione ha creato. Infatti è nato un contenzioso tra la cooperativa e l’Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) veterinaria Catania.

Di che si tratta?

Prima di smaltire il latte infatti bisogna capire quale fosse l’entità del pericolo, fortunatamente scampato. A seconda della quantità di aflotossina presente il latte andrà o totalmente incenerito o trattato in diversa maniera. E allora? E allora, qualora dovesse essere incenerito la cooperativa dovrebbe sostenere tutte le spese per lo smaltimento, che, com’è facile immaginare, sarebbero elevatissime.

È chiaro che la cooperativa spera di non doversi fare carico delle spese mentre l’Asp sostiene che la quantità di aflotossina presente sia troppo elevata e che quindi il latte vada incenerito.

Tutta la situazione però è avvolta da un alone di mistero… infatti chiedendo all’azienda sanitaria provinciale di Catania ci si sente dire che “non ne sappiamo nulla, l’operazione è stata effettuata a Ragusa e all’Asp ragusana bisogna chiedere“.

Mistero!

Omar Qasem



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