Racket

L’associazionismo contro gli estortori, Cunsolo: “Nell’Acese ancora tanto da fare”

antiracket denuncia
24 ago 2015 - 13:28

ACICATENA - Un imprenditore acese ha denunciato in questi giorni il suo estorsore: l’uomo, ormai impossibilitato a pagare le rate del prestito concessogli da un usuraio, ha infatti dovuto fare i conti con una lunga serie di inquietanti tentativi intimidatori.

I guai del commerciante, di cui per ovvie ragioni non sono stati diffusi i dati personali, sono iniziati nel momento in cui la crisi ha colpito anche la sua azienda: l’uomo ha tentato così di salvare la sua attività commerciale ricorrendo al prestito di un usuraio. Quest’ultimo ha concesso al richiedente la cifra di 15 mila euro, denaro da restituire con interessi mensili pari al 10%. L’imprenditore acese però non ha così risolto i suoi problemi, anzi. In breve tempo i debiti sono lievitati ulteriormente e, come spesso accade in questi casi, hanno spinto il malcapitato ad implorare i suoi aguzzini di concedergli deroghe o “pause”.

Chiaramente le richieste non hanno sortito alcun effetto, se non quello di spingere l’usuraio in questione ad indirizzargli una lunga sequela di “avvertimenti” (tra questi ad esempio un gatto morto piazzato non certo casualmente davanti alla porta della sua azienda). Dopo un iniziale momento di sconforto, il commerciante ha deciso di rivolgersi a Libera Impresa di Aci Catena, associazione antiracket attiva nel territorio catanese e, conseguentemente, alla polizia.

Le indagini, affidate al commissariato di Acireale, sono sin da subito apparse molto “delicate”; gli agenti avrebbero infatti individuato un legame tra l’imprenditore acese ed il clan catanese dei Carateddi; ciò non toglie che si è comunque ritenuto giusto indagare sul reato di usura commesso ai danni dell’imprenditore acese.

Sulla vicenda si è espresso il presidente dell’Associazione Antiracket Rosario Cunsolo: “Nel territorio acese c’è ancora molto da fare per combattere il fenomeno del racket. Tuttavia, soprattutto quando le associazioni come la nostra vengono supportate dalle istituzioni, i cittadini sembrano sentirsi maggiormente tutelati e quindi spinti a denunciare i loro estorsori. Libera Impresa, e altre associazioni similari, offrono ai commercianti la possibilità di sentire i pareri di avvocati e commercialisti, nonché di entrare in contatto con le forze dell’ordine in maniera “protetta”. Allo stato attuale è necessario agire affinché i commercianti, e tutti coloro i quali siano in qualche modo minacciati dai pericoli dell’usura, comprendano l’importanza di denunciare. I cittadini possono scegliere se rivolgersi ad associazioni antiracket o direttamente alle istituzioni, l’importante è agire“.

La vicenda del commerciante di Acireale, benché le indagini siano ancora in corso, sembra ormai prossima ad una conclusione con finale positivo: l’inchiesta condotta dagli inquirenti ha infatti portato a Mario Foti, presunto usuraio acese. L’uomo è al momento indagato con l’accusa di usura aggravata, estorsione continuata e lesioni.

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Valentina Idonea



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