Legalità

L’associazione nazionale antimafia Agosta propone agevolazioni per chi denuncia

associazione antimafia
24 set 2015 - 11:04

CATANIA - L’associazione nazionale antimafia, in relazione alla lotta al racket delle estorsioni, ha proposto l’esenzione dal pagamento dei tributi per almeno tre anni ai datori di lavoro e ai dipendenti assunti.

 La proposta serve a modificare o integrare le attuali norme vigenti in materia di agevolazioni per chi denuncia il “pizzo”, attualmente “poco efficaci” spiega Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo dei carabinieri ucciso dalla mafia.

“Le leggi in vigore si sono dimostrate di poca efficacia sia per la scarsa pubblicità data loro dai media, sia perché per la loro attuale forma e contenuto non sembrano essere di alcun incoraggiamento per gli imprenditori, gli artigiani, i datori di lavoro in genere, i lavoratori autonomi ed i professionisti a presentare denuncia avverso il “pizzo” cui sono sottoposti. Questo iter, a volte eccessivamente complesso, fa perdere del tempo prezioso e non motiva chi vuol denunciare il fenomeno del racket/usura, perché questi professionisti sanno che, per ripartire con le proprie attività, potrebbero passare mesi se non addirittura anni. La nostra proposta, pertanto, ci sembra essere caratterizzata da una semplicità ed una concretezza tali da potere, nei fatti, assurgere a efficace strumento di contrasto a tale fenomeno”.

L’associazione antimafia dopo aver raccolto numerose testimonianze di persone che hanno rifiutato di denunciare atti di racket subiti, perché prive di fiducia o spaventate, ha avanzato alcune proposte per spingere la cittadinanza a collaborare.

Tra le proposte vi è, appunto, l’iniziativa di esentare le “vittime” dell’attività delittuose dal  pagamento di tutti i tributi come le tasse comunali, i contributi previdenziali, assicurativi e  fiscali, riferiti ai datori di lavoro ed a tutti i dipendenti assunti con regolare contratto,  a prescindere dalla tipologia del contratto stesso.

  “La modifica da noi proposta dovrà prevedere nello specifico che, dopo la denuncia alle Autorità  da parte di chi ha subito atti criminosi riferiti ai reati di estorsione ed usura, verificatisi  nell’ambito del territorio nazionale, i benefici previsti siano attribuiti al momento processuale in  cui sia emesso il “Rinvio a Giudizio” – continua Agosta.  Si tratterebbe di un chiaro segnale  inviato a tutti i cittadini circa la volontà dello Stato di realizzare una forte attività di contrasto al  racket e all’usura, nonché avverso tutte le organizzazioni di stampo mafioso che operano nelle  varie realtà nazionali ed ogni altra forma di criminalità esistente sul territorio nazionale”. Il senso  dell’iniziativa – conclude – è quello di intervenire nella fase più difficile: quella della scelta della  denuncia, quando cioè si ha bisogno di sostegno e supporto da parte delle istituzioni, nonché,  successivamente, quella di essere certi che i condannati sconteranno fino in fondo la pena loro  comminata”.                

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Carlo Marino



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