Soddisfazione

L’appello dei genitori di Luciano e la telefonata dal Ministero della Salute: “Vogliamo aiutarvi”

Claudio Mirabella
29 ott 2015 - 06:00

CATANIA – “Abbiamo ascoltato l’appello in diretta dei genitori di Luciano e vorremmo aiutarli”. Una telefonata inaspettata raggiunge la redazione del programma “Mi Manda Rai Tre”. Dall’altra parte della cornetta c’è un rappresentante del Ministero della Salute che, ieri mattina, ha seguito la trasmissione.

Fulminea la chiamata a Claudio, il papà di Luciano e forte l’esplosione di felicità nel cuore di un genitore che da otto anni combatte per capire quale patologia ha colpito il proprio figlio, non ricevendo alcuna risposta. Tutti i medici l’hanno sempre liquidata come malattia rara.

È proprio in quell’esatto istante che torna la speranza, torna in un attimo la grinta e la voglia di continuare a combattere.

Claudio subito chiama la redazione di Newsicilia.it da dove il primo di ottobre 2015 è partito tutto: quando i signori Mirabella hanno affidato a noi, per la prima volta, il loro appello. E mai avrebbero pensato che Rai Tre si sarebbe interessata alla loro storia.

Una storia triste… una storia che vede per protagonista un ragazzino (oggi 21 anni) che a quattordici anni, improvvisamente, durante la recita della sorellina Roberta, perde la vista, poi l’udito e finisce sulla sedia a rotelle con dolori lancinanti agli arti.

È Luciano Mirabella la persona di cui stiamo parlando: un ragazzo normalissimo prima di allora fidanzato, con tanti amici e la passione per il pallone… dopo totalmente annientato da una malattia ancora sconosciuta e che lo ha portato a gridare ai propri genitori: “Non ce la faccio più, voglio morire”. 

Ieri la telefonata da parte del Ministero della Salute.

È questo l’aspetto più bello e profondo del mestiere del giornalista… forse anche il più vero in un mondo di finzioni e convenienze. Dalla redazione di NewSicilia un grosso in bocca al lupo a Luciano e alla sua famiglia.

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Giorgia Mosca



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