Crisi

L’anno nero dell’economia siciliana: la chiusura di “Pustorino”

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12 gen 2016 - 06:22

PALERMOIeri vi abbiamo raccontato dell’anno nero che si è appena concluso per l’economia siciliana. Nel 2015, infatti, ha avuto luogo una vera e propria ecatombe delle aziende siciliane, di qualsiasi genere e settore. Tra queste anche qualcuna storica. L’esempio più significativo è rappresentato dalla chiusura dell’antico negozio di abbigliamento “Pustorino” di Palermo.

Fondata nel 1885 da Pietro Pustorino, la bottega di via Maqueda 174 aprì come rivendita di articoli inglesi, destinati ai vacanzieri britannici che all’epoca arrivavano numerosi nel capoluogo siciliano. Specializzato nel commercio di cravatte e cappelli di pregiata qualità, il negozio ha avuto tra i suoi clienti nobili e personaggi famosi, dai reali inglesi ai Savoia, da Francesco Cossiga a Walter Chiari.

Fino alla chiusura, avvenuta lo scorso maggio, Pustorino ha mantenuto il primato nella vendita dei capi di abbigliamento con l’inconfondibile gusto british, rifornendo le case più prestigiose per scarpe, giacche, cappotti, soprabiti, fra tutte Burberry. Anche sartoria con stoffe inglesi, dallo shetland al cashmere, tweed, lane e cotoni. Pustorino era famoso anche per le cravatte Holiday Brown, vera rarità e tessute da artigiani d’oltre Manica.

Una vera istituzione per la “Palermo bene” e per i turisti del capoluogo siciliano che visitavano il negozio come fosse un monumento o un famoso museo. Un grande vuoto quello lasciato dalla sua chiusura.

L’ennesimo negozio di griffe che ha calato la saracinesca per l’ultima volta, per lasciare spazio a negozi low-cost. L’inesorabile destino delle vittime di una crisi senza fine.

Santi Liggieri



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