Rifiuti

L’Anfiteatro e i sacchi d’erba: non ci sono fondi per la manutenzione

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23 mar 2017 - 11:57

CATANIA - Quello che dovrebbe essere uno dei monumenti archeologici più importanti della città, sembra essersi trasformato invece in una discarica.

Come riporta il quotidiano “La Sicilia”, è quello che sta accedendo sotto le volte degli ambulacri dell’anfiteatro romano, proprio in pieno centro storico. A segnalare questo orrore sono stati gli stessi cittadini che non hanno potuto fare a meno di notare diversi sacchi pieni d’erba.

Ma questa è solo una parte di come realmente si gestiscono i beni culturali a Catania. I sacchi che appunto contengono erba sono il risultato del lavoro di sfalciatura, ordinato dalla direttrice del polo musuale per eliminare tutte le erbacce.

La stessa direttrice, la dottoressa Maria Costanza Lentini, si dichiara responsabile di quanto stia accaduto, spiegando che l’erba si trova all’interno di questi sacchetti proprio per non essere lasciata all’aperto in cumuli. Il passo successivo sarebbe stato la tritatura e smaltirla quindi come rifiuto organico, ma manca sia il macchinario sia l’operaio.

Un’altra soluzione sarebbe stata chiamare un camion che avrebbe portato via i sacchi, ma non si hanno i soldi per farlo. In teoria non c’erano neppure i soldi per la sfalciatura, ma a questo proposito è intervenuto l’ibam (istituto per i beni archeologici e monumentali).

Questo però non deve essere un pretesto per non salvaguardare i monumenti e lasciare tutto allo sbaraglio. Anche perché i fondi per le piccole manutenzioni arriveranno solo quando sarà approvato il bilancio regionale, ovvero tra almeno tre mesi, ma saranno così poveri che sarà quasi impossibile farli bastare.

L’arrivo della stagione calda di certo non può che peggiorare la situazione, visto il rischio di incendi e soprattutto bisogna tener conto dell’arrivo dei turisti, ai quali bisognerebbe dare un’immagine pulita della città.

La gestione dei beni culturali è una questione ostica, in quanto finché i fondi potevano essere usati dai politici di turno per il consenso elettorale, erano finanziati con generosità. L’archeologa Mariarita Sgarlata, assessore ai beni culturali per quasi due anni durante la prima giunta di Crocetta, nel suo libro “L’eradicaione degli antropodi”, infatti, mostra dei dati importanti.

Pare che la spesa per i beni culturali dal 2003 al 2009 aumenta in maniera considerevole, arrivando a 600 milioni di euro, ma poi un crollo. Dal 2013 al 2015 nel bilancio regionale si parla solo di 10-11 milioni l’anno, per finire al biennio 2014-16 in cui sono stati previsti soltanto 1,3 milioni per capitolo utenze, servizi ausiliari e spese di pulizia.

Una situazione al momento davvero disastrosa, per cui i cittadini dovrebbero battersi.

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Redazione NewSicilia



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