Ambiente

Lampedusa, recuperata rete “fantasma” nell’Area Marina Protetta

Recupero rete fantasma
9 giu 2016 - 16:40

LAMPEDUSA - Proseguono le attività di collaborazione tra centri diving, Capitaneria di Porto e Area Marina Protetta per la tutela e la salvaguardia del mare delle Isole Pelagie.

Nella giornata di oggi è stata eseguita una pulizia straordinaria nei fondali dell’Area Marina, mediante la rimozione di una rete da posta fissa abbandonata sul fondo marino, le cosiddette “reti fantasma”. Queste, infatti, sono costituite da attrezzature da pesca abbandonate, perse o dismesse, che rappresentano una seria minaccia per gli stock ittici, l’integrità dei fondali e possono anche costituire un pericolo per le imbarcazioni.

L’operazione di rimozione è stata organizzata in seguito alla segnalazione pervenuta dal Marina
Diving Center che durante un’immersione subacquea ha notato la presenza della rete
abbandonata nei fondali di “Taccio Vecchio”, ed è stata eseguita con la collaborazione del centro Diving Pelagos, con il supporto di un mezzo navale dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Lampedusa e del gommone dell’Area Marina Protetta.

La rete è stata recuperata grazie ad un verricello dall’unità da pesca Orione ed è stata posta sotto sequestro amministrativo da parte degli uomini della Guardia Costiera per il successivo smaltimento secondo quanto stabilito dalle norme ambientali.

Nelle scorse settimane un’analoga attività di tutela dei fondali è stata eseguita nell’ambito del
progetto promosso dall’associazione MareVivo, nel corso del quale tutti i Diving Center dell’isola, con la partecipazione dei predetti Enti, hanno collaborato fattivamente alla pulizia dei fondali di Cala Pisana e del porto commerciale, rimuovendo innumerevoli rifiuti tra cui pneumatici abbandonati.

Recupero rete fantasma (1)

La collaborazione e sinergia tra i centri diving, la Capitaneria e l’Area Marina Protetta rappresenta uno strumento moderno e flessibile per garantire una tutela sempre più efficace degli ambienti naturali, anche nell’ottica di protezione e promozione della straordinaria diversità e bellezza delle Isole Pelagie.

Redazione NewSicilia



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