Convegno

Jobs Act, a Catania si chiariscono regole e disciplina

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16 apr 2015 - 06:42

CATANIA - È prevista per giugno l’emanazione dei prossimi decreti legislativi relativi al Jobs Act. Per la precisione verrà disciplinata la materia della “maternità sul lavoro” e dei “nuovi contratti“.

Riguardo a questi punti e ai quattro decreti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale poco più di un mese fa, si è parlato durante il convegno che si è svolto ieri nella sala Minerva dell’hotel Nettuno.

Relatori dell’incontro “Jobs Act e la legge di stabilità” sono stati Paolo e Barbara Cappellani, dello studio Cappellani – Di Mauro, insieme con il consulente del lavoro Marida Tudisco, che hanno risposto alla richiesta sempre più incombente, da parte di molti imprenditori, di ottenere chiarimenti su una materia così vasta, in modo da approfondire i punti considerati al contempo più ostici e interessanti.

Grande importanza è stata data al tema delle tutele crescenti. Nello specifico si è parlato dei contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. “Dai primi di marzo è diventata operativa un nuovo tipo di tutela per i lavoratori - dichiara l’avvocato Paolo Cappellani - il reintegro nel posto di lavoro sarà previsto solo in casi eccezionali di particolare gravità perché con la nuova normativa, in caso di licenziamento, saranno effettive solo le indennità risarcitorie”.

Pare inoltre che tali indennità saranno modulate non più in base a condizioni personali o in base alla dimensione aziendale bensì in base all’anzianità di servizio del dipendente.

“Questo tipo di contratto insieme con la nuova Aspi – continua Cappellani – è espressione tipica del complessivo progetto del governo che tende da un lato a liberalizzare i rapporti di lavoro evitando alle imprese i rischi di costi non controllabili in caso di condanna per l’azienda alla reintegra e dall’altro di agevolare le assunzioni”.

In termini concreti la Naspi (nuova Aspi) “consentirà ai lavoratori una indennità legata all’anzianità contributiva ma con dei limiti legati al fatto che non si possono accumulare varie disoccupazioni nel corso della propria vita in modo da limitare l’eccessivo ricorso allo Stato”.

Non è mancano l’accenno ai contratti collettivi del lavoro che “hanno sempre una funzione importante di supporto e integrazione della legge” e ai contratti a progetto che “sono stati aboliti ma potrebbero tornare solo se i contratti collettivi prevederanno delle fattispecie specifiche nelle quali si ritiene instaurarli”.

Sono queste le tematiche approfondite con maggiore cura davanti ad una platea molto attenta e interessata. Unico dato che stupisce era l’assenza di giovani che devono approcciarsi al mondo del lavoro e che primi tra tutti dovrebbero essere interessati alla nuova disciplina.

Intanto perché tutto finalmente cambi, coscienti che il lavoro non può crearsi per mezzo di decreti legislativi si aspetta che la situazione economica migliori definitivamente e che questa attesa non sia troppo lunga. 

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Vittoria Marletta



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