Inchiesta Petrolio

Ivan Lo Bello e quelle telefonate vietate

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18 apr 2016 - 19:40

CATANIA – Continuano le indagini su Ivan Lo Bello, noto imprenditore catanese  e attualmente vicepresidente di Confindustria al centro dell’Inchiesta petrolio. Gli inquirenti stanno analizzando alcune intercettazioni che confermerebbero i fitti rapporti tra lo stesso Lo Bello e il compagno dell’ex ministro Guidi, Gianluca Gemelli che insieme a Nicola Colicchi e Paolo Quinto sono indagati dalla Procura della Repubblica di Potenza per associazione per delinquere. Sotto la lente di ingrandimento c’è il pontile del Porto di Augusta

Sembra, infatti, che a Lo Bello sia legato il trasferimento da Augusta dell’ammiraglio Roberto Camerini che avrebbe potuto ostacolare i piani di Gemelli: “Il marinaretto finisce in un posto innocuo. Va fuori dalle balle, già comunicato“, queste le parole pronunciate al telefono dal fidanzato della Guidi.

Nel frattempo pare che Lo Bello lavorasse per la rinomina di Alberto Cozzo all’Autorità portuale di Augusta facendo pressioni sul ministro alle Infrastrutture Delrio come emerge nel rapporto di polizia dove è scritto che “ha perorato la nomina di Cozzo“.

Ma non basta. In un colloquio telefonico Lo Bello viene tranquillizzato da Colicchi sulla rimozione da Unioncamere di Antonio Samaritani, direttore dell’agenzia per l’Italia digitale, che avrebbe potuto costituire un ostacolo all’interno dell’associazione. Nella stessa telefonata Lo Bello garantisce a Colicchi di chiamare Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, per promuovere la sua nomina alla Lega Navale.

La pentola è stata scoperchiata, ma si riesce solo ad intravedere la pietanza che cuoce all’interno. Certo è che il primo assaggio di Ivan Lo Bello ha un sapore molto amaro.

Santi Liggieri



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