Pedo-pornografia

Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, ci spiega come difendere i minori

don fortunato di noto
6 mar 2015 - 06:30

CATANIA - All’inaugurazione della nuova sede della Polizia postale di Catania, avvenuta ieri, ha partecipato anche Don Fortunato Di Noto, presbiterio impegnato attivamente nella lotta alla pedo-pornografia e fondatore dell’associazione onlus “Meter”. Disponibile come solo lui sa essere, non ha esitato a rispondere ad alcune nostre domande sul fenomeno sempre più dilagante e degradante della violenza ai minori ed in particolare della pedo-pornografia online.

Le cifre che raccontano di minori coinvolti nel turpe mercato della pornografia sono raccapriccianti e devono far riflettere.

Per difenderli è fondamentale informarli dei pericoli che corrono su internet. Ed in questo, un ruolo fondamentale devono ricoprirlo i genitori.

Anche sul giro d’affari alimentato da questo squallido mercato le cifre sono da capogiro: si parla di decine di milioni di euro o di dollari l’anno.

Le leggi italiane sono già abbastanza efficienti per contrastare il fenomeno della pedo-pornografia online. Ma non bastano da sole a cancellare questa piaga. Per sconfiggere definitivamente gli sfruttatori serve una più efficace normativa internazionale.

I minori continuano ad essere merce di scambio. Tanto che il fenomeno è in aumento.

Fondamentale il ruolo dei genitori che, spesso, non sono nemmeno consapevoli del danno permanente che causano ai propri figli.

Ecco perché occorre fare quadrato intorno a questa terribile piaga che nega l’infanzia e distrugge il futuro della società. Ed ecco perché occorre informare e seguire i minori. Trasferendo loro il calore, l’affetto e le attenzioni che meritano. E ci sembra inutile sottolineare che il ruolo genitoriale, ma della famiglia in genere, è di primaria importanza e non può essere delegato a nessuno. Nemmeno al mondo della scuola e dell’istruzione che, ovviamente, sono anche parte attiva ed importante del processo di formazione e di tutela dei minori.

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Mirko Regalbuto



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