Indagini

“Porti i soldi e gli spari nelle gambe”, le intercettazioni ed i beni sequestrati: i dettagli dell’operazione “Dominio”

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27 mar 2017 - 13:05

MESSINA - La manomissione delle macchinette non bastava. In alcuni casi i soldi venivano presi anche con la forza.

È anche grazie a diverse intercettazioni che i finanzieri del G.I.C.O. del nucleo di polizia tributaria di Messina hanno eseguito, questa mattina, 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del clan “Mangialupi”, nel corso dell’operazione “Dominio”.

In particolare, attraverso minuziose attività investigative, è stato possibile ricostruire il metodo mafioso utilizzato nella gestione di controversie di varia natura e dei proventi illeciti oltre alle violente modalità con le quali veniva attuato il controllo del territorio sottoposto ad un incondizionato “dominio“.

L’attività investigativa ha permesso, grazie a diverse intercettazioni, di accertare come Domenico La Valle, insieme ad Alfredo e Salvatore Trovato, Francesco Laganà, Antonino Scimone e Paolo De Domenico riuscivano, facendo leva sulla forza intimidatoria, ad individuare agevolmente chiunque attuasse furti e rapine ai danni di esercizi commerciali in cui vi erano attività di gioco e scommesse, ed a farsi restituire in breve tempo i proventi dei furti.

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In un altro caso la violenza e la caratura criminale degli indagati si sono manifestati in occasione di un brutale pestaggio ai danni di un cittadino extracomunitario, colpevole solamente di aver conseguito una consistente vincita giocando con le macchinette riconducibili al clan che, di conseguenza, stava perdendo denaro.

In un terzo caso, addirittura, è stata registrata una conversazione tra Domenico La Valle, Alfredo Trovato e Giovanni Aspri nel corso della quale i primi due invitavano il terzo a vendicare un torto subito con la gambizzazione del soggetto che si era “macchiato” di tale affronto.

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A seguito di una accurata ricostruzione patrimoniale di Domenico La Valle sono state sequestrate tre società, operanti nel settore del noleggio di centinaia di apparecchiature da gioco e scommesse, diciotto immobili, tra cui una lussuosa villa nella zona tirrenica ed un prestigioso appartamento con attico a Messina, una rivendita di generi di monopolio ed una imbarcazione per un valore complessivo di dieci milioni di euro.

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Redazione NewSicilia



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