Disservizi

Le incredibili disavventure dei pendolari etnei

AST autobus
7 dic 2015 - 06:34

CATANIA – Per chi abita fuori città l’unico modo per raggiungere il centro, senza dover usare l’auto, è utilizzare i mezzi pubblici e, nella provincia di Catania e soprattutto per i Paesi Etnei, il servizio è quasi esclusivamente offerto dall’Ast, Azienda siciliana trasporti. Quelle che vi stiamo per raccontare sono le disavventure dei pendolari etnei.

Usare i “mezzi” per raggiungere il centro comporta innumerevoli benefici: in termini economici; di risparmio di emissioni di CO2; di numero di auto in città.

Tutti dovremmo usare i mezzi pubblici!

Ma cosa significa realmente? Significa aspettare un’ora una corsa che è passata misteriosamente 10 minuti prima dell’orario stabilito; attendere sotto il sole o sotto la pioggia; viaggiare stipati per chilometri in un autobus che evidentemente non avrebbe mai potuto contenere il numero di passeggeri che solitamente transitano in quella determinata tratta; significa arrivare tardi al lavoro perché la corsa è saltata.

Tutti vorremmo usare i mezzi pubblici ma in realtà poi, stanchi e delusi, prendiamo l’auto.

Alla redazione di Newsicilia.it sono arrivate tante lamentele da parte dei passeggeri dell’Ast ma è sulla pagina Facebook dell’azienda siciliana trasporti che si trovano gli sfoghi più esasperati.

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Al freddo d’inverno e al caldo d’estate, infiltrazioni che inzuppano i sedili riducendo ulteriormente i già scarsi posti a sedere. 

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Le persone sono esasperate; gli autisti, capri espiatori dell’amara situazione, cercano di scusarsi e giustificarsi: “Continuano a fare tagli su tagli, non ci sono i soldi per le riparazioni e molti mezzi restano in rimessa; facciamo i salti mortali per poter garantire il servizio ma anche noi ne risentiamo”. 

Tagli, dicono. Ma di quali tagli parlano gli autisti? Si tratta di tagli importanti: si passerà da poco meno di 14 milioni di chilometri a poco meno di 7 milioni. Ciò significa riduzione del numero delle corse. Anche nelle fasce orarie “critiche”, come segnalato da un altro utente.

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Saltare quelle corse per i pendolari significa non poter arrivare né a scuola né al lavoro, con i conseguenti danni che è facile dedurre.

Un servizio pubblico, quello offerto dall’Ast, e un “dovere” da parte dei cittadini, usarlo.

Ma dobbiamo essere messi nella condizione di poterlo fare senza che ciò interferisca negativamente nelle nostre vite, anche lavorative e scolastiche.

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Viviana Mannoia



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