Mafia

Inchino a Corleone, l’arcivescovo Pennisi: “Fosse vero sarebbe atto sacrilego”

corleone
5 giu 2016 - 11:59

CORLEONE -Non c’e’ stato nessun inchino, anche perché la statua del santo viene portata sulle ruote. Semmai ci sarebbe stata una fermata, perché, secondo quando mi ha detto il parroco, c’era molta folla. Ma sarà una commissione d’inchiesta ad accertarlo“.

Lo ha affermato l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, in un’intervista al Giornale di Sicilia, in merito alle polemiche sulla processione di San Giovanni Evangelista, a Corleone, per la sosta davanti la casa di Ninetta Bagarella, moglie del boss Totò Riina.

Appena la commissione concluderà le indagini deciderò cosa fare – ha spiegato Pennisi -. Se ci fosse stato un minimo atto di deferenza o di omaggio nei confronti di una famiglia mafiosa, sarebbe un atto gravissimo e sacrilego. In ogni caso i giovani della confraternita, assieme al parroco, hanno deciso che, per evitare qualsiasi ambiguità, in futuro non inseriranno più quella strada, via Scorsone, nel percorso della processione“.

Dal punto di vista preventivo, come fatto a Monreale, vorrei che si concordassero il percorso e le tappe delle processioni tra parrocchia, confraternita e forze dell’ordine in modo tale che non ci siano ambiguità ed equivoci – ha aggiunto l’arcivescovo di Monreale -. Ho proposto al questore di Palermo di stilare un protocollo d’intesa, per prevenire episodi simili. A Monreale, per la festa del Crocifisso, facciamo così da un paio d’anni e non ci sono mai stati problemi“, ha concluso Pennisi.

Santi Liggieri



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