Il Caso

Inchiesta petrolio, Lo Bello su Gemelli: “Pensavo fosse una persona diversa…”

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13 apr 2016 - 09:47

SIRACUSA - Ivan Lo Bello, già sotto attacco per una sua presunta “raccomandazione” fatta a Delrio per la nomina di Alberto Cozzo quale commissario straordinario del porto di Augusta, dichiara di non essere “il gancio di nessuno”, di essere un uomo libero e su Gemelli: “Un ragazzo sveglio: sì, abbiamo costituito una società che lavorava per l’Enel ma è inattiva da anni. Nel ruolo di commissario di Confindustria a Siracusa non l’ho proposto io ma i vertici siciliani”.

“Credevo di conoscere una persona diversa - prosegue Lo Bello -. Capace di frasi inaccettabili su Lucia Borsellino e l’Antimafia. Sono molto infastidito per essere stato tirato dentro una storia di cui sono ignaro. Io lobbista? Sono un’istituzione…”.

Una storia, quella di cui parla Lo Bello, arricchita di ben trentacinque pagine piovute dal cielo come bombe sganciate da un B-52.

L’esplosione è violentissima e a tremare è soprattutto il capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, già iscritto nella lista degli indagati per un suo presunto coinvolgimento nello “scandalo del petrolio”.

Un documento anonimo che descrive nel dettaglio una serie di “mostruosità” che, anche se non direttamente, coinvolgono pure Gianluca Gemelli, la compagna ed ex ministro Federica Guidi, il ministro Graziano Delrio, il commissario straordinario del porto di Augusta Alberto Cozzo e Ivan Lo Bello di Confindustria.

Tra le mostruosità rileva lo stanziamento di oltre 5 miliardi di euro per rinnovare la flotta navale e l’acquisto di un “superscafo” da 32 metri, invisibile ai radar e capace di viaggiare alla velocità massima di 70 nodi (oltre 100 km/h ndr). Secondo i pm, De Giorgi avrebbe interessato Gianluca Gemelli per far sbloccare gli stanziamenti dal ministro Federica Guidi.

Marco Bua



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