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Incendi in Sicilia, finito l’incubo: adesso si indaga sui possibili responsabili

canadair
18 giu 2016 - 10:12

SICILIA - Sono state vere ore di inferno quelle trascorse in alcune parti della Sicilia divorate da incendi che hanno devastato interi paesaggi, in particolare nelle province di Messina e Palermo. Da questa notte, però, sembra esserci maggiore tranquillità in quanto tutti i focolai sarebbero stati spenti dagli aerei canadair che per giorni hanno sorvolato i cieli dell’isola.

Dopo aver combattuto le fiamme è tempo di capire i responsabili degli enormi disastri che hanno turbato la regione in queste ore. Indagini sono in corso da parte delle procure di Palermo e Termini Imerese che hanno aperto dei fascicoli per cercare di fare luce sulla vicenda.

Attualmente si dà per certa la dolosità degli incendi ma non si ha idea di chi lo abbia fatto e soprattutto perché. A Palermo i danni registrati sono enormi, specialmente a livello naturale e territoriale, danni che potrebbero comportare un aumento significativo del rischio idrogeologico.

Oltre ai danni naturali, già pesantissimi, ci sono quelli non da poco conto ad abitazioni e attività commerciali distrutte o gravemente danneggiate dai roghi. Fortunatamente le fiamme non hanno portato con loro nessuna vittima creando solo qualche intossicazione da fumo. Niente rispetto a ciò che sarebbe potuto accadere.

Ma ad essere responsabili non sono solo i piromani che hanno procurato gli incendi ma anche chi avrebbe dovuto gestire al meglio la situazione e probabilmente non lo ha fatto. Al centro delle indagini degli inquirenti sono alcuni forestali che non avrebbero svolto il loro dovere secondo prassi. Su queste accuse si è pronunciato l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che ha dichiarato: “Non facciamo processi sommari prima di accertare la realtà dei fatti“.

Insomma l’inferno per le gli abitanti delle zone assediate è finito, per altri potrebbe essere appena cominciato.

Santi Liggieri



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