Memoria

In ricordo di Mario Amato, vittima del terrorismo nero

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23 giu 2016 - 11:12

PALERMO - “Sappiamo molto ma non ancora tutto sui quei dolorosi anni e dobbiamo impegnarci perché le verità nascoste possano emergere”. Sono le parole commosse del presidente del Senato, Pietro Grasso, durante la cerimonia per il 36esimo anniversario dell’assassinio del magistrato Mario Amato, ucciso dai Nar il 23 giugno 1980.

Non dobbiamo più piangere persone che non volevano essere famose o diventare degli eroi, ma volevano solo fare il loro dovere”, ha aggiunto Grasso, ricordando il periodo in cui lui indagava a Palermo sulla mafia mentre Amato era sostituto procuratore a Roma impegnato sul fronte terrorismo: il magistrato assassinato, ricorda il presidente del Senato, “intuì che l’eversione di destra di cui si occupava sostanzialmente da solo era un fatto complesso da ricondurre a una stessa matrice”, ma il suo lavoro produsse al tempo “scarso interesse nella magistratura e nella politica. Lui decise di andare avanti, anche se come molti precursori non fu compreso”.

Il presidente del Senato ha poi sottolineato “dopo la sua morte fu creato un pool di magistrati contro il terrorismo di destra. E grazie al lavoro di Amato si sviluppò un nuovo metodo di fare le indagini su terrorismo e mafia, basato sulla condivisione degli elementi probatori e sul coordinamento“.

Mario Amato, nato a Palermo il 24 novembre 1937, morì a Roma ucciso da un commando dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), gruppo di fuoco del terrorismo di destra, mentre indagava sull’omicidio del magistrato Vittorio Occorsio, avvenuto per mano del fascista Pierluigi Concutelli. Amato fu lasciato da solo durante le indagini, divenendo un facile obiettivo dell’eversione nera.

Con Vittorio Occorsio, Mario Amato fu il primo magistrato a tentare una “lettura globale” del terrorismo nero. Attraverso i parziali successi delle indagini su singoli episodi terroristici disse, solo 10 giorni prima di essere ucciso, di essere giunto a una verità d’insieme del fenomeno del terrorismo nero che andava al di là dei semplici esecutori delle stragi.

Una verità che doveva restare sepolta insieme al magistrato.

Alfredo Nicotra

Redazione NewSicilia



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