Il Caso

In una panchina tutto il giorno malgrado abbiano una casa: la storia della “famiglia di piazza Palestro”

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4 set 2017 - 06:02

CATANIA – Trascorrere tutto il tempo, 24 ore su 24, in piazza malgrado posseggano una casa. Questo è ciò che accade in piazza Palestro a Catania, dove una famiglia di 4 persone ha ormai occupato la parte meridionale della piazza, nonostante abbia una casa all’angolo con la via Sacchero. Un caso che persiste ormai da diversi anni, ma venuto fuori solo un paio di giorni fa grazie a una segnalazione di alcuni nostri lettori che hanno sottolineato come negli ultimi tempi la situazione sia diventata davvero insostenibile, tutto ciò naturalmente senza togliere il rispetto dei diritti di chi sceglie o si trova a condurre una vita per strada.

Ma le condizioni in cui versa questa famiglia, composta dalla madre, due figlie femmine e un figlio maschio, sono a dir poco alla deriva. Una delle due figlie ha dato alla luce una bambina con un uomo e in seguito questa bambina è stata affidata a un’altra famiglia, mentre l’altra figlia ha una gamba ormai infettata ed è prossima alla sua amputazione. Il figlio maschio, il più giovane, lavora come dipendente da un pescivendolo. Le condizioni di salute della ragazza sono state visionate dal Centro per la Famiglia e le Politiche Sociali del Comune di Catania, ma una ventina di giorni fa, all’arrivo di un’autoambulanza, la ragazza ha rifiutato le cure e non c’è stato assolutamente nulla da fare.
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Ma non finisce qui perché la loro casa, situata lungo un leggero dislivello, si trova colma di spazzatura e qualche anno fa l’Ufficio Ambiente e Igiene Urbana del comune è venuto ad asportare i grossi cumuli di rifiuti trovandovi anche un morto, la cui identità è ignota. Insomma una situazione davvero ai limiti del possibile che non si esaurisce certo qui e che spesso si trova a fare a botte con i principi di vivibilità e decoro di un luogo storico del centro di Catania come piazza Palestro che, a detta di coloro che la frequentano, non naviga nell’oro in tal senso.

Ascoltando alcune voci proprio dei residenti e dei passanti è emersa una certa rabbia, anche nei confronti dell’amministrazione comunale che non interviene in modo da trovare una sistemazione per loro. Oltre a ciò è emerso anche come ci sia anche una forma di speculazione da parte loro, in quanto riscuotono una pensione di invalidità nel vicino ufficio postale di via Garibaldi e occupano i bagni pubblici sotterranei, ristrutturati di recente, per lavarsi e stendere la loro biancheria. Questa cosa ha di recente migliorato un po’ la situazione in quanto prima i loro bisogni venivano scaricati lungo la via Sacchero, o addirittura venivano espletati in pubblico sulle panchine. Ma un altro elemento ancora aggrava ulteriormente il quadro. In particolar modo nelle ore pomeridiane le cosiddette baby gang della piazza passano il tempo a importunare soprattutto l’anziana madre lanciando bastoni e infierendo con insulti e frasi offensive. Tutto ciò ha portato diverse volte a situazioni di scompiglio che a loro volta hanno portato la polizia a intervenire.

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Giuliano Spina



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