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“In ospedale liste di attesa lunghe, abortisca nel nostro studio”. Ingannavano le pazienti. Medici in manette

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11 mag 2016 - 07:52

MESSINA - La polizia di Stato ha fermato a Messina un ginecologo ed un anestesista accusati di spingere le pazienti a scegliere un intervento di interruzione di gravidanza in uno studio privato a pagamento.

Il provvedimento eseguito dalla squadra mobile e dalla Stradale, che ipotizza i reati di concussione e peculato, è stato emesso dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci e dal sostituto Marco Accolla.

Agenti della polizia postale del compartimento Sicilia orientale di Catania stanno eseguendo perquisizioni nel server dei due ospedali dove gli indagati lavorano: il Papardo e il Piemonte.

I due medici sono considerati responsabili di avere convinto, con l’inganno, donne in stato di gravidanza ad abortire nello studio privato di uno dei due. Struttura che, secondo gli investigatori, sarebbe stata priva dei prescritti requisiti igienico-sanitari ed ostetrico-ginecologici.

Le pazienti erano dirottate dalle strutture pubbliche alle quali le donne si rivolgevano agli studi privati. Per la Procura di Messina ginecologo ed anestesista ingannavano le vittime sostenendo falsamente che un intervento in ospedale non fosse possibile, per mancanza di posti disponibili e per lunghissime liste di attesa, costringendole quindi ad affrontare l’intervento in studio privato e a pagamento, opzione presentata come l’unica strada percorribile.

I due fermati sono Giuseppe Luppino, primario del reparto di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Papardo-Piemonte, e il dirigente medico Giovanni Cocivera, della divisione di Ostetricia e ginecologia, sempre del Papardo.

Redazione NewSicilia



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