Mafia

Di nuovo in carcere un parente dei Lo Piccolo per altri 7 anni

polizia
22 ott 2016 - 08:29

PALERMO – Torna in carcere Antonio Cusumano, cugino della moglie del boss Salvatore Lo Piccolo, perché non gli è stato concesso di scontare il resto della pena ai domiciliari.

La Squadra Mobile di Palermo, ha, infatti, eseguito un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Palermo, nei confronti del 71enne pregiudicato palermitano del quartiere San Lorenzo: dovrà scontare in carcere la pena residua di 7 anni di reclusione e 4 mila euro di multa, per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Antonino Cusimano, è già conosciuto alle forze dell’ordine. Era stato arrestato a marzo del 2005 dalla Squadra Mobile, nell’ambito dell’operazione “San Lorenzo 4”, per il reato di partecipazione all’associazione per delinquere di stampo mafioso “Cosa Nostra” e per diversi episodi di estorsione, avendo costretto alcuni imprenditori ad acquistare materiale edile della ditta Edilpomice, la cui sede, tra l’altro, veniva utilizzata come luogo d’incontro per i summit di mafia.

Scarcerato nel 2006, era stato nuovamente arrestato dalla Mobile a gennaio 2007, nell’ambito dell’operazione “Occidente”, insieme a Francesco Di Blasi, Antonino Pipitone 47 anni e Salvatore Lo Piccolo, accusato del reato di estorsione, per avere costretto un imprenditore a fornirsi di materiale edile sempre alla Edilpomice, per l’esecuzione di alcuni lavori in contrada Ciachea a Carini (Pa).
Infine, è stato nuovamente arrestato, sempre dalla Mobile, a luglio 2008, nell’operazione “Addio Pizzo Ter” per il reato di estorsione commesso ai danni della ditta B.F.G. Ricevimenti Srl, nota come “Sala Ricevimenti Alba” di Mondello.

I suoi complici erano Salvatore Davì, Antonino Mancuso: esecutori materiali ed ai capi mafia Sandro e Salvatore Lo Piccolo quali mandanti, ai quali tra l’altro veniva rendicontata l’attività estorsiva.

Sono stati i “pizzini” che hanno permesso di ricostruire le dinamiche, ma anche le dichiarazioni di giustizia di Antonino Nuccio, Francesco Franzese e Andrea Bonaccorso, insieme alle dichiarazioni delle vittime.

Carlo Marino



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