Mafia

Imprese e conti correnti: confiscati beni a “uomo d’onore” agrigentino

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9 nov 2015 - 09:07

AGRIGENTO - La D.I.A. di Agrigento ha confiscato beni per poco meno di 100 mila euro a Giuseppe Capizzi, elemento di spicco della famiglia mafiosa di Ribera.

Il provvedimento di confisca, autorizzato dal tribunale di Agrigento su proposta del procuratore della repubblica di Palermo, è stato emesso a seguito di alcuni accertamenti patrimoniali compiuti proprio dalla Direzione Investigativa Antimafia girgentina.

La confisca dei beni, oltre che a Giuseppe Capizzi, ha sicuramente arrecato un danno considerevole anche a Cosa Nostra, organizzazione criminale di cui l’uomo e alcuni dei suoi familiari facevano parte; basti pensare che il cugino Mario, condannato all’ergastolo, ha avuto un ruolo nell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, colpevole soltanto di essere il figlio di un collaboratore di giustizia. Vecchie conoscenze delle forze dell’ordine sono anche i cugini Giuseppe e Carmelo, nonché lo zio Simone.

Giuseppe Capizzi ha già alle spalle una condanna a più di otto anni di reclusione perché riconosciuto reo di associazione di tipo mafioso a seguito dell’operazione denominata “Scacco Matto“. La confisca dei suoi beni, provvedimento divenuto esecutivo nelle prime ore della giornata odierna, riguarda una sua impresa agricola avente sede a Ribera, due terreni siti in provincia di Agrigento e l’intero saldo attivo del suo conto corrente: la D.I.A. ha quindi sequestrato un patrimonio pari a circa 90 mila euro.

Giuseppe Capizzi, in libertà dallo scorso luglio, è stato inoltre sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di permanenza nel comune residenza. Il provvedimento, così ha decretato il tribunale di Agrigento, resterà in vigore per i prossimi quattro anni.

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Valentina Idonea



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