Provvedimento

Un impero costruito con i soldi della mafia: case, auto, barche e società confiscate a Vincenzo Graziano, detto “Viciuzzu”

CARABINIERI (1)
17 giu 2017 - 12:01

PALERMO - Deteneva un patrimonio di 30 milioni di euro tra attività di costruzioni, garage, magazzini, abitazioni, appezzamenti di terreno, motocicli e imbarcazioni tra la provincia di Palermo e quella di Udine. Tutto ciò però costruito con il malaffare di cosa nostra.

I carabinieri hanno eseguito la confisca dei beni ai danni Vincenzo Graziano, 66 anni, soprannominato “Viciuzzu”, appartenente alla famiglia mafiosa dell’Acquasanta, arrestato per associazione mafiosa nel 2008 nell’operazione “Addiopizzo” e nel 2014 nell’operazione “Apocalisse”.

I militari nel corso delle indagini hanno accertato che i suoi beni sono frutto del reinvestimento dei capitali acquisiti dalla partecipazione a cosa nostra. Nel 2009 gli era stato eseguito un provvedimento di sequestro di beni tra Palermo e la provincia di Udine.

Sono stati confiscati oggi l’intero capitale sociale e relativo complesso di beni aziendali delle società edili A.F.G. Costruzioni S.R.L., M.G. Costruzioni s.r.l., Costruzioni Generali s.r.l. con sede a Palermo, A.G. Costruzioni s.r.l. e Immobiliare Tre s.r.l. con sede a Tavagnacco, in provincia di Udine, tre magazzini, un garage, tre abitazioni e appezzamenti di terreno a Palermo e a Trabia, un’abitazione a Cinisi, 8 autorimesse, 8 abitazioni e due appartamenti a Martignacco, sempre in provincia di Udine, due motocicli, un ‘imbarcazione. Infine una quota di un’imbarcazione e 30 rapporti bancari completano il quadro.

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Redazione NewSicilia



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