Favoreggiamento

Immigrazione clandestina e contrabbando di tabacchi: 5 arresti, 2 accusati di omicidio

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13 set 2017 - 12:20

TRAPANI - Si è da poco conclusa un’articolata indagine della guardia di finanza, coordinata dalla procura della Repubblica di Marsala e durata meno di 4 mesi, che ha portato all’arresto di cinque persone e alla denuncia a piede libero di altre due persone, tutti facenti parte di una pericolosa organizzazione criminale di Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla Tunisia e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Gli illeciti e lucrosi traffici avvenivano con l’impiego di veloci gommoni guidati da esperti “scafisti”, in grado di compiere la traversata in meno di 4 ore, al prezzo di oltre 3 mila euro per ogni persona trasportata.

Uno degli sbarchi, avvenuto il 24 maggio 2017 vicino Campobello di Mazara, nel trapanese, è stato intercettato dai militari di Mazara del Vallo, che sono riusciti immediatamente a bloccare i clandestini, successivamente fotosegnalati, e a sequestrare 140 chili di sigarette di contrabbando unitamente all’imbarcazione utilizzata per il trasporto.

Durante lo sbarco però vi è stato anche il decesso di uno dei clandestini tunisini trasportati, Hamda Haitem di 29 anni che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato gettato in mare da due membri tunisini dell’organizzazione, alla vista dei militari intervenuti sul posto, per velocizzare le operazioni di approdo.

Le indagini hanno permesso di ricostruire analiticamente componenti e ruoli del sodalizio criminoso e le modalità di effettuazione dei trasporti, rilevando che ogni viaggio organizzato ha fruttato una somma oscillante tra i 30 e i 40 mila euro e ha permesso di introdurre sigarette di contrabbando destinate a essere rivendute nel territorio siciliano prevalentemente a clienti di origine magrebina. L’organizzazione si occupava anche di fornire assistenza logistica per la permanenza clandestina dei migranti trasportati.

Le persone colpite dai provvedimenti restrittivi sono: Nejib Ammar (tunisino), Karim Salem (tunisino), Salim Bensalem (tunisino), Issam Jemmali (tunisino), Farese Cheick Nackch (nato in Italia da famiglia tunisina). Il fratello di quest’ultimo, Seifedine Cheick Nackch, è stato invece denunciato a piede libero. Tra i denunciati a piede libero c’è anche Giuseppe Marcianò, successivamente vittima dell’omicidio avvenuto la mattina il 6 luglio scorso nella campagne di Campobello di Mazara.

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Redazione NewSicilia



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