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“È illegale” ma la facoltà di medicina rumena apre ugualmente. Ora è scontro

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15 dic 2015 - 08:01

ENNA - “La Prefettura di Enna ha comunicato a questo Ministero che in data 14 dicembre 2015 si è svolta presso tale sede una cerimonia di apertura dell’a.a. 2015/2016 della facoltà di Medicina e Farmacia dell’Università Rumena Dunarea de Jos Galati le cui attività didattiche, relative a corsi di area medico-sanitaria, saranno svolte presso locali reperiti dalla Fondazione Proserpina S.r.l.

A tale riguardo, si ritiene necessario informare studenti e famiglie che, anche a tutela della qualità degli studi universitari, l’attivazione di corsi universitari sul territorio nazionale da parte delle Università, italiane o estere, è consentita soltanto subordinatamente all’adozione di un provvedimento di accreditamento da parte del Ministero su conforme parere, fra l’altro, dell’Agenzia nazionale di valutazione (ANVUR). Nessun accreditamento è stato concesso dal Ministero per l’attivazione a Enna di corsi in area medico-sanitaria alla sopraindicata Università Rumena, né tanto meno può essere destinataria di un simile provvedimento la citata Fondazione Proserpina s.r.l.

Si evidenzia pertanto che eventuali titoli rilasciati all’esito di tali corsi non avrebbero alcun valore né a fini accademici né ai fini professionali e non potrebbero essere riconosciuti né da altro Ateneo né da altra Autorità pubblica. Questo Ministero ha già provveduto a diffidare l’Università Dunarea de Jos Galati e la Fondazione Proserpina e sta provvedendo, con la collaborazione anche dell’autorità giudiziaria, a ogni possibile azione al fine di ricondurre questa spiacevole situazione nell’alveo della legalità”.

Con questa comunicazione urgente il MIUR avverte studenti e famiglie che il titolo, eventualmente consentito, non avrebbe alcun valore.

Per il ministro Gianniniquesta iniziativa si pone completamente fuori dalla legge, dai binari chiari e trasparenti che riguardano tutti gli atenei” sottolineando come esistano esempi eccellenti di nuove proposte accademiche che hanno passato tutto l’iter di valutazione. 

Nonostante tutto la celebrazione d’apertura c’è stata ed è stata presenziata dall’assessore all’Istruzione Bruno Marziano e dal segretario regionale del Partito democratico Fausto Raciti. Assenti il governatore Rosario Crocetta e l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, che aveva negato l’autorizzazione all’utilizzo dei locali dell’azienda sanitaria ennese. “Non so a nome di chi abbia parlato Marziano, forse a titolo personale — afferma Gucciardi — Di certo la mia posizione e quella di Crocetta è chiara: non condividiamo quest’iniziativa“. 

Nonostante tutto il presidente dell’Università Kore di Enna, Cataldo Salerno, ha salutato i 44 studenti dei 66 iniziali, che hanno superato il test di romeno, tutti schierati in camice bianco. 

Nonostante tutto è stata aperta anche se quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati e i locali sono stati sequestrati lo scorso novembre. Perdipiù non esiste un accordo tra l’Azienda Sanitaria Provinciale e la Proserpina, rappresentante dell’ateneo straniero, che autorizzi quest’ultima a sfruttare alcuni locali per tenere dei corsi.

Alle precise accuse del MIUR l’università risponde: “non possiamo non registrare come, ancora una volta - si legge in una nota della Fondazione Proserpina - il Ministero cerca di confondere la realtà dei fatti, nel tentativo di instillare insicurezza negli studenti e nelle loro famiglie, circa la validità del titolo che sarà conseguito al termine del corso di studi universitario, utilizzando argomentazioni che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti e, soprattutto, con il vigente quadro normativo comunitario“.

In ogni caso torniamo – continua la nota – a ribadire che il titolo di studio non è e non sarà rilasciato dal Fondo Proserpina srl ma, bensì, dalla stessa Università Dunarea de Jos che non ha aperto a Enna nessuna filiale ma, bensì, una “estensione didattica in aula remota” nel rispetto del diritto di stabilimento sancito dal Trattato per il funzionamento dell’Unione Europea e, per tale ragione, non necessita di alcun tipo di accreditamento da parte del Ministero italiano, in quanto già dotato dei necessari accreditamenti da parte del Governo della Romania e dell’Unione Europea”.

Ci auguriamo, inoltre, che il MIUR – conclude – metta lo stesso impegno e la stessa foga con la quale si interessa alla vicenda dell’estensione romena a Enna, ad altre iniziative, come quella portata avanti dall’università di Sofia in collaborazione con il CEPU“.

Ciò che resta dopo l’inaugurazione dei corsi è l’incertezza degli studenti e delle famiglie e un’ulteriore spaccatura all’interno del PD siciliano.

Viviana Mannoia



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