Confronto

Ieri a Ragusa oggi a Modica. Giovani siciliani invocano “buon governo”

convegno youpolis weekend buongoverno
15 nov 2015 - 16:54

MODICA - Straordinaria partecipazione già nella prima delle due giornate dei “Weekend del Buongoverno”, la full-immersion avviata ieri mattina a Ragusa e dedicata al “come amministrare”. L’iniziativa ha visto confluire da varie zone della Sicilia tantissimi giovani impegnati nella società civile o impegnati politicamente, pronti ad ascoltare i numerosi relatori che si sono alternati secondo il programma voluto dall’associazione Youpolis Sicilia e Anci Giovane Sicilia con il supporto di Camera di Commercio Ragusa, Fondazione Grimaldi, il patrocinio del Comune di Ragusa e numerosi enti ed associazioni.

Confronto aperto sui temi del buon governo delle città, sulle conoscenze condivise e sull’opportunità di fare sempre più rete. Tra i partecipanti sono intervenuti numerosi giovani consiglieri comunali di Bagheria, Camporeale, Piana degli Albanese, che fanno tra l’altro parte del direttivo siciliano Anci Giovane, ed ancora i rappresentanti delle associazioni Itinerari d’Arte di Militello, Start Scicli, Cambiamo Davvero Ispica, Renovatio di Gela, Attiviamoci di Caltagirone, Consulta dei giovani di Chiaramonte Gulfi, Progetto Noto e alcuni gruppi di Palazzolo Acreide. Si è parlato di territorio, della percezione della democrazia, della fiducia nelle istituzioni, in particolare nei Comuni, analizzando diversi approcci di intendere e fare le cose.

Ma la cosa a nostro avviso più importanteha detto Simone Digrandi, presidente di Youpolis Siciliaè che più di 60 giovani che si sono accreditati per tempo all’evento, hanno ascoltato, dibattuto e soprattutto si sono confrontati su argomenti differenti che hanno visto anche variegati punti di vista, ma tutti alla ricerca del buon governo delle città, della buona amministrazione, delle conoscenze condivise e della voglia di fare rete. Questa due giorni dei Weekend del Buongoverno nasce dalla constatazione che ormai il dialogo politico avviene solo sui social network, senza mai tradursi in vera azione politica e dunque in vero cambiamento. Bisogna iniziare a fare rete. Innamoriamoci della voglia di fare cose insieme, per cambiare questa terra stupenda e disgraziata“.

In mattinata era stato il presidente del Consiglio comunale di Ragusa, Giovanni Iacono, ad aprire i lavori della due giorni sottolineando che “per governare bene occorrono competenza e moralità. Bisogna avere spirito etico, bisogna farsi mezzo al servizio degli altri“. Un chiaro invito a guardare la politica come servizio verso la collettività.

Dopo i saluti del segretario della Camcom, Carmelo Arezzo, intervenuto nel pomeriggio poi come relatore, a soffermarsi su più temi destinati ad aprire un intenso dibattito è stato il docente universitario Uccio Barone. “L’Italia? È un paese in declino. Non crediate alle favolette della crescita in ripresa con i tassi di crescita dello 0.7%. Qualunque economista sa che una crescita inferiore all’1% è stagnazione“. Poi parlando dell’ambito locale ha detto: “Il territorio ragusano costituisce la più grande contraddizione alla storiografia che rappresenta la Sicilia come un luogo di arretratezza, latifondo e mafia. Nel Ragusano il latifondo ha cessato di esistere già nel XVI secolo tramite le politiche di enfiteusi, trasformando l’est della Sicilia nel granaio d’Europa. Dopo l’eliminazione del latifondo, la seconda rivoluzione agraria del sud est è avvenuta con l’introduzione della viticoltura a cavallo tra i Borboni e l’unità d’Italia. E infine, la terza rivoluzione industriale con l’introduzione della serricoltura. Queste 3 rivoluzioni economiche sono accomunate perché introdotte dalle élite socioculturali dei rispettivi periodi storici, l’aristocrazia nel XVI secolo, la borghesia nel XIX“. Ma ci sono state anche opportunità mancate, ha ribadito il docente: “Nel secolo scorso due innovazioni industriali: lo sfruttamento petrolifero di metà ‘900 nel Ragusano, Siracusano e nel Gelese che si è sviluppato nel corso di trent’anni, ed è entrato in crisi a fine anni ’80. E la nascita della prima rete di piccole imprese che, cosa ben più grave, la politica non ha saputo cogliere e apprezzare, a differenza dello sfruttamento petrolifero che però ha prodotto effetti ambientali disastrosi e che è difficilissimo da riconvertire in sistemi industriali cosiddetti ‘green’ come vogliono fare a Gela“.

Il segretario della Camera di Commercio, Carmelo Arezzo, si è soffermato su alcuni dati economici di particolare interesse: “Nel 2013 e nel 2014 il valore aggiunto pro-capite dell’area vasta di Ragusa è stato il più alto della Sicilia“. Un dato significativo che deve essere guardato rispetto alle prospettive future, a partire dagli strumenti dedicati allo sviluppo economico così come per le infrastrutture. “Gli aeroporti di Catania e di Comiso devono essere gestiti soprattutto in un’ottica di accorpamento delle camere di commercio di Ragusa, Siracusa e Catania – ha spiegato ancora Arezzo che ha poi rimarcato la creatività delle nuove generazioni –. Bisogna guardare con attenzione al cambiamento degli scenari e occorre provare a capire le idee vincenti degli imprenditori, soprattutto se le idee vengono dai giovani”. Da qui l’invito a suggerire alcune linee guida di cui la politica deve farsi carico, come la maggiore rapidità nella gestione del credito da parte del sistema bancario, o l’auspicata sensibilità delle banche per i temi dell’innovazione e della capacità di fare rete in una logica di marketing territoriale senza dimenticare l’esigenza di avere un accesso ai fondi europei per una nuova lettura dei grandi progetti.

Apprezzata la relazione curata dal docente universitario Francesco Raniolo che ha puntato il suo intervento sulla correttezza nelle pubbliche amministrazioni. “Non ci può essere buon governo senza giustizia. Il buon governo nasce dall’anelito al bene comune“, ha ribadito più volte Raniolo al termine anche di un’analisi storico-economica che ha permesso di approfondire alcune tematiche di quella che è stata una vera e propria lezione sulla “Qualità della democrazia, divari territoriali e crisi”.

In parte annunciata, anche la sorpresa di un fuori programma: la presentazione, da parte dell’associazione Renovatio di Gela del lavoro di Eugenio Catania, legale e collaboratore di diverse testate online (Today24.it e accentonews) elaborato con l’aiuto di Francesco Simoncelli del Von Mises Istitute Italia e Universidad de Cantabria (prof. Paco Samohano), sulla crisi dell’area gelese. Il lavoro presentato dall’associazione gelese ha l’obiettivo di raccontare la situazione attuale e la risposta della politica locale e siciliana e il confronto con le esperienze di rigenerazione urbana della città di Bilbao, intesa come politica di buon governo.

Dall’auditorium della Camcom di Ragusa ci si è trasferiti oggi, domenica 15 novembre a Modica, alla Fondazione Grimaldi, a partire dalle 9,45. Dopo i saluti istituzionali c’è stata la relazione del prof. Antonio Barone che ha cueato un intervento su “Prevenzione della corruzione e trasparenza amministrativa negli enti locali” mentre il prof. Maurizio Cerruto ha curato l’intervento finale su “La classe politica regionale tra rendimento e delegittimazione”.

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Redazione NewSicilia



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