Emergenza

I rifiuti e la Sicilia: il caso extra-regionale specchio di un libro colmo di stupide pagine

rifiuti
28 lug 2016 - 11:42

SICILIA – I rifiuti e la Sicilia: un’unione imprescindibile, a quanto pare.

Un legame che è simile alle vecchie cambiali a cui si doveva far fronte per tanti anni. È un po’ così, insomma, la Sicilia è già da ben 6 anni senza un piano per la gestione dei rifiuti: il presidente della Regione va avanti grazie a numerose ordinanze, aggravando lo stato civile e salutare dei paesi che combattono giorno dopo giorno un’emergenza a cui non si riesce a mettere la parola fine, perché anche quando si trovano delle soluzioni extra-regionali vengono subito respinte.

La più recente è quella della grillina Chiara Appendino, sindaco di Torino, che ha rigettato l’«offerta» di Rosario Crocetta di trasportare via nave 15 mila tonnellate di rifiuti equivalenti a due giorni e mezzo di totale conferimento della Sicilia, in Piemonte. I rifiuti sarebbero andati a finire nell’inceneritore del Gerbido ma non tutti insieme, inizialmente ‘soltanto’ 1.300 tonnellate. Un accordo andato in frantumi che Crocetta vorrebbe recuperare inviando 3 mila tonnellate anziché 15 mila. Ecco pronte le critiche del presidente di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, in merito: “Al di là delle strumentalizzazioni e della guerra tra formazioni politiche sulla pelle dei siciliani, di scontri tra rappresentanti istituzionali, non possiamo non evidenziare che anche questa questione di portare, per un periodo limitato, i rifiuti fuori dalla Sicilia è stata trattata dal governo Crocetta con i piedi. Adesso si piangono lacrime di coccodrillo e si grida al complotto, mentre le strade di molti comuni siciliani sono sommerse dai rifiuti”.

In tutto ciò, tra critiche e polemiche varie, gli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) sono scomparsi. Indebitati fino al collo, inefficienze amministrative e diverse illegalità che hanno fatto strada anche alla criminalità organizzata. In tal senso, il sindaco di Petrosino (Trapani) Gaspare Giacalone ha criticato aspramente la volontà dei “signori dei rifiuti” di interrompere la raccolta differenziata e quella ‘porta-a-porta’ in diversi comuni trapanesi: “Io non mi arrendo! Anche oggi i ‘signori dei rifiuti’ – quelli che stanno facendo affari d’oro su questa drammatica emergenza rifiuti in Sicilia – avrebbero voluto farci sospendere la raccolta porta-a-porta e differenziata. Sono privati e sono gli stessi a cui ci si affida nelle sedi istituzionali per risolvere l’emergenza. Sono gli stessi che decidono arbitrariamente quali Comuni devono scaricare, gli stessi che bloccano i conti correnti al commissario Sonia Alfano per pagare gli stipendi agli operatori. Sono al tempo stesso la causa e la soluzione di questa emergenza rifiuti. Per colpa loro oggi si fermeranno gli operatori di Belice Ambiente (Ato in liquidazione, ndr) in tutti i Comuni di Trapani Sud. Forse riusciranno da altre parti, ma a Petrosino NO. Abbiamo immediatamente trovato una soluzione alternativa, continueremo la raccolta come ogni giorno e Petrosino rimarrà pulita. Mentre io continuerò la mia guerra quotidiana contro questi signori e punterò il dito verso ognuno dei responsabili”.

E a proposito di Trapani: il 23 luglio scorso Crocetta indicò il polo tecnologico di Castelvetrano come sito d’emergenza per il deposito di rifiuti al fine di prendere un po’ d’aria, ma nello stesso tempo 22 comuni trapanesi hanno avuto l’ok per scaricare nella discarica Valanghe d’Inverno al confine tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Il comitato “No Discarica” è seriamente allarmato già da molto tempo, tanto che stanotte, a seguito dell’ennesima ordinanza del presidente della Regione, ha bloccato l’accesso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti che sta complicando fortemente la vivibilità dei residenti che chiedono subito la presenza di Crocetta, uomo che pare abbia dimenticato quella frazione di territorio.

Discarica comitato

Una promessa mai mantenuta: un incontro con sindaci e rappresentanti civici dopo il confronto dello scorso 10 giugno. Delusi e amareggiati tutti i manifestanti, che si rassegnano ormai ad attribuirsi una triste nomina, ovvero “La pattumiera del Mediterraneo”.

Ci si sente TRADITI da una Regione considerata assente, e forse lo è davvero: non si crede che al governo ci sia gente incapace di prendere ferme decisioni, bensì che non si provi amore per questa terra (mettiamola così) e non si faccia il suo bene. Ci piace riprendere la parola “Cancro”, utilizzata tempo fa da Massimo La Piana, esponente del comitato “No Discarica”, in un’intervista per noi di Newsicilia, perché sembra il vocabolo più adatto a definire questa emergenza rifiuti che si è amplificata negli anni, diventando sempre più preoccupante, che sta uccidendo la Sicilia.

Se andassimo in un paese estero raccontando questa vicenda come una piccola storiella, pensate che ci prenderebbero sul serio o ci sarebbe una risposta del tipo ‘carina la barzelletta’?

Non sappiamo quale sarà il prossimo capitolo di un libro ormai stracolmo di pagine, e intanto le famose cambiali continuano ad accumularsi…

Gabriele Paratore



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